Come far tornare competitiva l’Inter in 4 mosse (più una)

Cinque mosse per cambiare l'Inter

Quella con il Sassuolo e il concomitante esordio di Hernanes sarà la partita della svolta? Quella cioè degli attesi cambiamenti che Mazzarri — per amor proprio o, se non altro, solo per tigna — tarda a fare? Eppure, dovrebbe sapere che è anche da queste cose che si giudica la grandezza di un allenatore, dall’umiltà cioè di saper fare un passo indietro. Prima di lui è toccato perfino a Mourinho (e con un organico di ben altra qualità) cambiare idea e adattarsi alla situazione. Ma non è detto che Mazzarri prima o poi ci sorprenda e non decida —  e perché no già da domenica  — di fare (e magari pure tutti in una volta) gli aggiustamenti di cui l’Inter ha assoluta necessità dall’inizio del 2014.

Per far tornare competitiva l’Inter come a inizio stagione secondo me sono necessari quattro cambiamenti (più uno): Ranocchia in difesa, D’Ambrosio sulla fascia, Hernanes leader del centrocampo, Milito più Icardi in attacco.

(Perché Icardi e non piuttosto Botta? Perché di trequartisti o punte comunque rimediate davvero non se ne può più. L’Inter ha bisogno di poter di nuovo giocare con due punte vere. Attaccanti di ruolo, abili di piede come di testa, che sappiano fare i movimenti giusti in area e che per esempio sui cross non lascino mai più scoperto, come succede adesso, il secondo palo. Botta allora lo vedrei più come utilissimo jolly d’attacco pronto a subentrare a seconda di dove serve).

Le quattro mosse (più una) nel dettaglio:

  1. Ranocchia al posto di Campagnaro: nel 2014 per l’argentino solo prestazioni mediocri. Ha perso lo smalto di inizio stagione ed è ancora titolare soltanto perché Mazzarri non ha il coraggio di mandarlo in panchina. Vista la scarsa forma di Campagnaro diventa però sempre più difficile spiegare non solo a Ranocchia, ma pure all’ultima scelta Andreolli perché non sia mai il loro momento. Lo sappiamo tutti che Campagnaro ha bisogno di giocare (e di farlo in scioltezza senza rischiare mai la gamba) per poter partecipare al Mondiale e appunto per questo motivo la situazione sta diventando alquanto imbarazzante per Mazzarri e la sua immagine di allenatore tutto d’un pezzo. A parte il fatto che pure Ranocchia potrebbe avere la stessa necessità (e non si capisce allora in base a cosa debba essere discriminato) comunque sia delle necessità di Campagnaro (come d’altronde di Ranocchia) non ce ne può fregare di meno. Anzi, per quanto riguarda Campagnaro si può già oggettivamente dire che ha veramente rotto i coglioni. Lui e tutta la nazionale argentina. 
  2. D’Ambrosio al posto di Jonathan: cambio scontato (l’unico certo) e agevolato dal fatto che almeno per quanto riguarda l’arrivo di un esterno Thohir ha accontentato Mazzarri. E quindi può finalmente far riposare, magari a turno, i due titolari. Tra Nagatomo e Jonathan è soprattutto il brasiliano quello apparso nel 2014 più in difficoltà. Non che D’Ambrosio sembra essere molto più forte di Jonathan, ma il problema è che quest’ultimo (evidentemente non abituato a tenere certi ritmi) dopo mezza stagione è proprio scoppiato. 
  3. Hernanes al posto dell’esausto Alvarez e non, come mi sembra di aver capito sia intenzionato a fare Mazzarri, al posto del pur lento Kuzmanovic che comunque ora come ora, non avendo in organico un mediano affidabile o centrocampista difensivo che sia, è l’unico in grado di fare un po’ di filtro. Il punto debole dell’Inter (che nemmeno l’ultimo mercato ha risolto) rimane il precario equilibrio in mezzo campo. Detto questo, anche se Mazzarri sta pensando di far giocare momentaneamente il nuovo acquisto al posto dell’infortunato Cambiasso (e non fa una piega come idea) rimane il fatto che l’uno (Hernanes) esclude per forza l’altro (Alvarez). Nel senso che la squadra così come è messa oggi secondo me difficilmente riuscirebbe a reggere un centrocampo con Hernanes più Alvarez (soprattutto l’attuale esausto Alvarez) che tutto sono tranne veloci. A meno che di far giocare Alvarez ancora come seconda punta, esperimento che mi sentirei di ritenere irrimediabilmente fallito.
  4. Milito (più Icardi) per Palacio: ovviamente non sarebbe nella maniera più assoluta una bocciatura nei confronti di chi ha fatto reparto da solo per mezza stagione e con risultati eccezionali. Ma solo un’indispensabile pausa, quel tanto che basta per fargli tirare il fiato. Allo stesso tempo però Mazzarri dovrebbe avere il coraggio di rischiare (sic) le due punte. Se non altro almeno con il Sassuolo.

La formazione, insomma, da schierare domenica prossima allora sarebbe questa:

Handanovic – Ranocchia, Rolando, Juan Jesus – D’Ambrosio, Kovacic (Guarin), Kuzmanovic, Hernanes, Nagatomo – Icardi, Milito

  • UPDATE
    A meno che non voglia farlo giocare con le stampelle, Mazzarri sarà costretto a fare a meno (e per circa un mese) di Alvarez perché sembra si sia stirato. D’altronde,  già a Torino si era visto benissimo che era in precarie condizioni fisiche.
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5 pensieri su “Come far tornare competitiva l’Inter in 4 mosse (più una)

  1. carmelo

    Complimenti sono assolutamente concorde con quello che lei scrive su questo articolo, si deve avere il coraggio di mettere in campo sempre i migliori (o i più in forma) e non i “raccomandati” o “prediletti”. per molti anni si è visto lo scempio di questa inter, con i soliti “argentini” che probabilmente comandano nello spogliatoio, è vero che Zanetti per esempio è encomiabile, ma ha finito di arrostire, e poi vorrei capire come ha fatto l’ Inter a indebitarsi così tanto, visto che escludendo kovacic e adesso Hernanes ha comprato dei giocatori mediocri?

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    1. segnaleorario Autore articolo

      Cambiando spesso allenatore, Moratti ha speso tanto e, soprattutto, ha speso male. Nel senso che sono stati bruciati tanti giocatori in pochi anni. Ecco il riepilogo degli anni del post Triplete (2014 escluso):

      ESTATE 2010
      BIABIANY 4,2 milioni di euro
      COUTINHO 3,8
      MARIGA 5 (riscatto)
      LIVAJA 0,2
      CASTELLAZZI 0

      INVERNO 2011
      PAZZINI 18 milioni di euro
      RANOCCHIA 18,5
      NAGATOMO 10,5
      KHARJA (prestito con diritto riscatto)

      ESTATE 2011
      VIVIANO 4,1 milioni di euro (comproprietà)
      JONATHAN 5
      ALVAREZ 9,5
      CASTAIGNOS 1,5
      FORLAN 5
      ZARATE 2,7 (prestito)
      POLI 0,5 (prestito)

      INVERNO 2012
      GUARIN 12,5 milioni di euro
      JUAN JESUS 3,8
      PALOMBO 1 (prestito)
      OBI 3,5 (riscatto)

      ESTATE 2012
      HANDANOVIC 12 milioni di euro
      SILVESTRE 8
      ALVARO PEREIRA 11
      MUDINGAYI 1,5
      GARGANO 1,2
      PALACIO 10,5
      CASSANO 5

      INVERNO 2013
      KOVACIC 11 milioni di euro
      KUZMANOVIC 1,2
      ROCCHI 0,5
      SCHELOTTO 5,3

      ESTATE 2013
      ICARDI 6 milioni di euro (comproprietà)
      BELFODIL 7,5 (comproprietà)
      TAIDER 5,5
      WALLACE (prestito)
      ROLANDO 0,5
      CAMPAGNARO svincolato
      ANDREOLLI svincolato
      BOTTA svincolato
      LAXALT 2,3

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  2. calci0mercat0

    Pienamente d’accordo, anche se io a Taider non ci rinuncerei mai: è ingenuo e sbaglia tanto, ma è l’unico che corre e ci prova.
    Gli infortuni di Cambiasso e Alvarez sono una benedizione, speriamo che Mazzarri sia sufficientemente intelligente da saper sfruttare questi colpi di fortuna

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    1. segnaleorario Autore articolo

      A Torino non è stato tra i peggiori e pure per me può essere il futuro. Il rischio è che con la squadra così in difficoltà possa bruciarsi. Per lui come per Kovacic è una situazione assai complicata.

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  3. carmelo

    Sono del parere che quello su scritto è corretto, il problema è che all’ Inter tutto sembra complesso, e non si capisce il perché. Forse le troppe intromissioni sulle scelte degli allenatori di Massimo Moratti (in passato), oppure la grande capacità storica che ha questa società di comprare tanto alcuni giocatori, e poi svenderli ad altre società come il Milan per pochi centesimi o addirittura con scambi clamorosi a nostro sfavore. Sicuramente ci vorranno per primo gente che si attacchi ai colori della maglia (ma questa affermazione è pura utopia ai giorni nostri sono tutti mercenari)
    e poi manager con la testa sul collo che remano tutti nella stessa direzione per portare l’ Inter in auge.

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