50 euro per l’Inter? Sì, ma non per fare beneficenza

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Se ognuno di noi investisse 50 euro sull’Inter, nel momento in cui dovessimo farlo in 10 milioni (ma secondo me i tifosi sparsi nel mondo sono molti di più) si arriverebbe alla cifra di 500 milioni di euro. Una cifra importante, insomma. Una cifra rivoluzionaria che cambierebbe il destino dell’Inter e quello di noi tifosi. Solo a una condizione, però. Che non sia cioè, come ingenuamente propone un tifoso di Verona, una specie di beneficenza da fare a Thohir. Idea di cui si parla da qualche giorno e che è stata rilanciata con sempre più insistenza da Fabio Monti oggi sul Corriere della sera:

Si sta sviluppando l’iniziativa, promossa dal prof. Enzo Bonora, endocrinologo di Verona, della quale si era già parlato una settimana fa: non un azionariato popolare, ma «un’associazione che abbia come unico scopo statutario quello di sostenere economicamente l’Inter. Una società che sia il collettore del denaro, versato dai tifosi e necessario per dare risorse al club. Ci sarebbero le quote di socio simpatizzante, socio sostenitore, i contributi una tantum e altre soluzioni. Cinquanta euro versati da 10 milioni di interisti sparsi nel mondo significherebbero 500 milioni di euro. Cento euro a testa porterebbero in cassa 1 miliardo di euro. E i 500 euro che potrebbero dare i 100.000 sostenitori più generosi significherebbero altri 50 milioni».

Il prof. Bonora, che non ha interessi personali, ma è mosso soltanto dalla passione per l’Inter, ha consultato «un autorevole esperto di aspetti societari e fiscali; mi ha confermato che il progetto è giuridicamente fattibile e neppure troppo complicato. Si tratterebbe di un’associazione non riconosciuta, regolamentata dall’art. 36 del codice civile, che, una volta costituita con un piccolo fondo comune (il patrimonio sociale) e da un numero limitato di persone, potrebbe incassare le donazioni dei tifosi e poi consegnarle periodicamente all’Inter. La nuova società dovrebbe avere alcune regole (nessun fine di lucro, trasparenza nell’elezione degli organi sociali) e incombenze da sostenere. L’iniziativa non dovrebbe collidere con le dinamiche societarie del club. Anzi: dovrebbe averne il gradimento».

Iniziativa che non dovrebbe collidere con le dinamiche societarie del club? Esattamente il contrario, invece. Ci mancherebbe solo che ci mettessimo a fare la beneficenza a Thohir! Come se non spendessimo già abbastanza tutto l’anno per vedere partite spesso imbarazzanti. No, nessuna elemosina. Se decidiamo di investire sull’Inter o si fa sul serio o non se ne fa niente. Quei 50 euro devono servire a cambiare per sempre l’Inter, a poter scegliere —  noi tifosi — i dirigenti cui affidare la temporanea gestione della società. Si chiama, dovrebbe chiamarsi, azionariato popolare ed è in questo modo che funzionano le cose (almeno così dicono quelli che ne sanno parecchio più di me) per esempio al Barcellona o al Real Madrid. Perché allora non fare la stessa cosa all’Inter?

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2 pensieri su “50 euro per l’Inter? Sì, ma non per fare beneficenza

  1. SpagnoloNerazzurro

    SEMBRA essere così, ma non è cosí facile!
    Nel mio paese, per diventare presidente dil Barça o il Madrid cé bisogno di grandi soldi perche dovete avallare con il tuo portafoglio il 20% dil bilancio (500M di €). Ecco, Florentino, millardiario.
    È per di più, diventare socio abonatto per guardare il Barça o il Madrid, e anche dire: “io sono anche proprietario dil mio club”, sono 500€ anno o forse di più!.
    Saluti della Spagna e FORZA INTER!

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