Il confuso Mazzarri e il fantasma di Stramaccioni

Walter Mazzarri

Colpa della squadra o di Mazzarri?

È la squadra ad essere così modesta o è Mazzarri che ci mette anche molto di suo a complicare le cose già di per sè abbastanza problematiche? Lo stesso interrogativo vale oggi per Mazzarri dopo l’umiliante lezione rimediata a Torino come valeva in passato per Stramaccioni e, prima ancora, per chi li ha preceduti. Forse sono vere tutte e due le cose, forse la verità sta nel mezzo. Forse l’Inter paga i passati errori di Moratti e le recenti incertezze gestionali di Thohir e soffre le difficoltà di allenatori sicuramente bravi e coscienziosi, ma non abbastanza da poter gestire un momento così difficile. Il valore dell’avversario e le assenze a centrocampo sono valide attenuanti. È pur vero però che ora come ora pure il Catania può mettere in difficoltà l’Inter. La sensazione è che anche Mazzarri, come successe a Stramaccioni, alla fine abbia perso il controllo della situazione.

Tradito dai suoi titolari inamovibili anche se fuori forma

Nel caso di Mazzarri tutto sembra essere precipitato non da ieri sera ma già dall’inizio dell’anno in coincidenza dell’anomala quanto bizzarra concessione ai giocatori sudamericani del privilegio di poter usufruire di vacanze più lunghe e, ahimé, a quanto pare assai dispendiose visto come poi sono rientrati dalla pausa. Quegli stessi sudamericani su cui Mazzarri aveva puntato fin dal ritiro — Alvarez e Jonathan da lui rigenerati e Palacio e Campagnaro valorizzati al massimo — ora che hanno perso la forma di inizio stagione lo stanno tradendo. Ed è qui che stanno emergendo i grandi limiti di Mazzarri. Primo problema: la sua rigidità mentale prima ancora che tattica. Insiste e persiste a schierare sempre gli stessi giocatori anche quando non si reggono più in piedi. Fissandosi poi su un unico modulo intoccabile con una sola punta. E i giovani? Questo è il secondo grande problema di Mazzarri. Non sembra capace di gestirli.

Quella di Mazzarri sarà mai un’Inter per giovani?

L’accanimento con cui Mazzarri trova sempre una maniera diversa di mettere in difficoltà giovani talenti come Kovacic o Taider (e prima ancora Belfodil, bocciato senza praticamente aver avuto una sola vera occasione) conferma purtroppo quello che si diceva di lui. E cioè che detesta i giocatori da formare. Non si fida di loro, non ha pazienza, non li sopporta proprio. Forse manco se ne rende più conto di metterli ogni volta sulla graticola, affidando cioè a ragazzi di 19 anni responsabilità che non possono reggere, esponendoli continuamente a brutte figure piuttosto che proteggerli adeguatamente. Domanda: è allora l’allenatore giusto per l’Inter che verrà? C’è una contraddizione evidente tra il progetto di Thohir di ringiovanire la squadra e le esigenze di un allenatore come Mazzarri che sembrano andare in tutt’altra direzione. O forse no. Forse non c’è nessuna contraddizione perché magari noi tifosi conosciamo soltanto una parte della verità. E cioè che magari Thohir stia già pensando a un altro tipo di allenatore o, perché no, magari lo stesso Mazzarri si sia stufato e abbia già declinato l’invito a proseguire per una seconda stagione. Chissà. Forse le cose possono essere molto più semplici di come sembrano.

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4 pensieri su “Il confuso Mazzarri e il fantasma di Stramaccioni

  1. wwayne

    Non so se Mazzarri detesta i giovani, ma sicuramente detesta Kovacic. Prima ha fatto la dichiarazione gravissima “Kovacic non può fare il titolare”, poi l’ ha illuso dicendo “Sta facendo passi da gigante”, e infine l’ ha buttato di nuovo nella fossa dei leoni con la dichiarazione di ieri sera: “Mi aspettavo di più da Kovacic.” Se un giocatore ti ha deluso non devi MAI dirlo davanti alle telecamere! Anzi, tu davanti ai giornalisti i tuoi giocatori devi sempre difenderli a spada tratta!
    Ho già elencato nei miei precedenti commenti le colpe di Mazzarri, ma hai ragione nel dire che la situazione attuale non é interamente colpa sua. E’ figlia anche delle colpe non tanto di Moratti, quanto di Branca. Questo dirigente negli ultimi anni, oltre a fare i soliti buchi nell’ acqua, ha adottato una politica del tutto fallimentare: invece di cercare un equilibrio tra esigenze tecniche ed economiche, Branca ha cercato di soddisfare unicamente le seconde, a costo di uccidere tecnicamente la squadra.
    Ad esempio, Sneijder, pur essendo discontinuo e fragile, era uno dei giocatori più forti della rosa. Di conseguenza la sua cessione, se dal punto di vista economico é stata un toccasana, sotto l’ aspetto tecnico invece ha impoverito la squadra in modo irrimediabile. Sì, irrimediabile, perché giocatori come Sneijder ce ne sono pochi in giro, e quei pochi non vengono certo all’ Inter. Valeva la pena di privarsi di un giocatore così unico per risparmiare qualche milioncino?
    Mi feci la stessa domanda quando l’ Inter si privò di Eto’o. Anche in quel caso l’ operazione venne lodata come un grande colpo: io invece la considerai una grande idiozia, perché intuivo che il risparmio economico non avrebbe mai compensato la perdita tecnica, e che quindi il gioco non valeva la candela.

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  2. wwayne

    P.S.: http://www.tuttomercatoweb.com/serie-a/inter-mazzarri-ce-la-siamo-giocata-ma-mi-aspettavo-di-piu-da-kovacic-525968
    Mi ha fatto spanciare l’ ennesima dichiarazione da gradasso di Mazzarri: “Juan Jesus tra un anno se gioca con continuità e capisce quello che gli spiego può diventare uno dei migliori al mondo.” Sì, certo, adesso Mazzarri é diventato il maestro di calcio che insegna ai giocatori come si fa a diventare fuoriclasse… insegna così bene che adesso sta dietro a una neopromossa…

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      1. wwayne

        Davvero ha detto questo? Questa perla me l’ ero persa! Dovremmo raccoglierle tutte in un libro, come fece Totti con le sue barzellette… grazie per la risposta! : )

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