Se Gasperini non vale niente e insiste a farcelo sapere

Gasperini con la maglia della FiatL’Inter è stata letteralmente massacrata dall’associazione a delinquere organizzata dalla Fiat (con la complicità, è bene ricordarlo, di Mediaset) per controllare il calcio italiano che falsava partite e campionati e riempito di farmaci la propria squadra. Partendo da ciò, da tutte le ingiustizie e le offese subite dall’Inter nel corso di ben quindici anni (quindici e non solo i due anni oggetto dell’inchiesta penale culminata in un processo ancora in corso) soltanto un sequispedale fesso come Massimo Moratti avrebbe mai potuto prendere come allenatore proprio uno dei protagonisti di Calciopoli come Lippi o, più recentemente, un altro della scuola Fiat come Gasperini che ora si permette di sputare sul piatto dove ha mangiato dicendo quello che non dovrebbe mai permettersi di dire. Lo dice, il querulo e triste Gasperini, perché ha di fronte un mite irrecuperabile come Moratti e quindi se lo può permettere perché tanto Moratti non reagirà mai e incasserà i soliti insulti come ha sempre fatto. Lui è fatto così, porge sempre l’altra guancia mentre noi tifosi ci roviniamo ogni volta il fegato per il suo impassibile autolesionismo.

Altrimenti come potrebbe permettersi di alzare la voce un miracolato della panchina come Gasperini? Un allenatore di provincia con la vocetta da eunuco che sembra uscito da un film con Lino Banfi, uno che ha imparato a memoria chissà dove un unico schema di gioco e quello e solo quello sa usare? Uno che quando ha avuto la grande occasione di allenare una squadra vera si è immediatamente perso ed è andato subito in confusione totale, non capendo più niente di niente e forse nemmeno dove si trovasse in quel momento? Come può uno così, dopo quello che ha combinato all’Inter, avere la faccia tosta di parlare ancora? Come può permettersi una mezza cartuccia qual è di mettere bocca su una delle questioni più delicate e infelici nonché una delle pagine più vergognose di tutto lo sport come Calciopoli?

Ma tant’è, questo è il calcio italiano attuale: un calcio corrotto che non ha mai veramente chiuso la pagina di Calciopoli, un calcio ostaggio dei tanti conflitti d’interessi e sopratutto un calcio all’insegna della più spudorata cialtroneria. Come quella di un allenatore patetico qual è Gasperini che non perde occasione di sparlare periodicamente dell’Inter scaricando ogni responsabilità del suo fallimento sull’inoffensivo Moratti. Arrivando, non contento, perfino a citare a sproposito e strumentalmente Calciopoli con l’intento sempre di denigrare l’Inter. Nel farlo però Gasperini innanzitutto omette di ricordare i danni che Calciopoli ha procurato a tutto il calcio italiano. E rimuove inoltre il fatto che senza l’associazione a delinquere messa in piedi dalla Fiat (con la complicità di Mediaset) l’Inter i suoi scudetti li avrebbe vinti molto tempo prima. Se solo cioè i campionati si fossero giocati in maniera regolare invece di essere totalmente falsati.

Come il campionato per esempio del 1998 che fu talmente condizionato dagli arbitri da far indignare perfino il più autorevole giornalista di riferimento di Moggi in Rai e Corriere della sera e cioè la buonanima di Giorgio Tosatti. O quello del 2002 di cui tutti preferiscono ricordare il 5 maggio rimuovendo opportunamente quello che era successo prima o appena solo la giornata precedente quando nel finale di partita l’arbitro De Santis non fischiò rigore su Ronaldo placcato in area sotto i suoi occhi. Piuttosto è vero il contrario e cioè che senza l’associazione a delinquere che controllava gli arbitri e falsava le partite (e senza il doping di cui a quel tempo la squadra della Fiat faceva largo uso) avremmo avuto un’altra storia e un altro albo d’oro. Perché quegli scudetti vinti dalla Fiat (e da Mediaset) in quei quindici anni sono finti come il talento di Gasperini. E non solo non valgono niente ma puzzano pure di merda.

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