Gravity e American Hustle: sfida all’Oscar tra film opposti

Amy Adams e Christian Bale in American Hustle

Amy Adams e Christian Bale in American Hustle

Emblematica corsa a due per l’Oscar di film che quanto più diversi non potrebbero essere e rappresentano perfettamente la doppia anima di Hollywood. E cioè da una parte il griffato Gravity di Alfonso Cuaron, tipico film di cassetta ma (perché non si dica mai sia una volgare operazione commerciale) spacciato per opera raffinata e profonda quando invece è semplicemente un prodotto palesemente finalizzato a compiacere sia le anime semplici quanto gli intellettuali più sofisticati. Dall’altra invece c’è American Hustle di David O. Russell, raro esempio di cinema americano di grande qualità, uno di quelli con cui Hollywood si autolegittima non fosse altro per riscattare la restante mediocre produzione.

Sandra Bullock in Gravity

Sandra Bullock in Gravity

Dieci candidature ognuno, è un po’ come se l’industria del cinema più importante del mondo si spaccasse in maniera diametralmente opposta su ogni aspetto della produzione. Eppure sono due prodotti indispensabili l’uno all’altro, uniti dalla logica inclusiva di un sistema inossidabile proprio per la sua capacità di adeguarsi ai gusti del pubblico. Un’industria che per esempio negli anni Settanta, nel clima libertario che contraddistinse quell’epoca, non si creò minimamente problemi, pur di continuare a fare i soliti grandi incassi, a virare decisamente verso il cinema d’impegno e produrre così film alternativi (spesso capolavori) capaci di catturare quelle che erano le aspettative del nuovo pubblico. Sarà curioso vedere chi tra i due film la spunterà.

Toni Servillo e Sabrina Ferilli in La grande bellezza

Toni Servillo e Sabrina Ferilli in La grande bellezza

Mentre La grande bellezza di Paolo Sorrentino (che continua a incassare riconoscimenti) concorrerà per il miglior film in lingua straniera. Sorrentino concorre cioè all’Oscar proprio con il suo film forse meno riuscito. Anche dopo averlo visto una seconda volta continuo a trovarlo deludente e vedo che nel ritenerlo un film minore sono in buona compagnia. Probabilmente sono proprio i suoi difetti a piacere molto al pubblico straniero e, in particolare, a quello americano. Ma tant’è: Sorrentino certo non si discute e non si può non fare il tifo per lui. Diciamo che sarebbe un Oscar che comunque premierebbe tutto il suo cinema. E di riflesso anche quel poco cinema di qualità che ancora l’Italia riesce faticosamente (con sempre meno sale a disposizione) a garantire.

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3 pensieri su “Gravity e American Hustle: sfida all’Oscar tra film opposti

  1. wwayne

    Non farti ingannare dal numero delle nomination, la vera lotta é tra American Hustle e 12 anni schiavo.
    Anche l’ anno scorso le nomination erano fuorvianti: c’erano ben 4 film con più candidature di Argo, il regista non era nemmeno in lizza, eppure sappiamo tutti com’é andata.
    E’ stato giusto così, perché il suo concorrente più forte (Lincoln) é la narcosi fatta film. Ho provato a vederlo qualche giorno fa su SKY, ma dopo 75 minuti in cui non era successo assolutamente nulla mi sono arreso e sono andato a letto. Che tristezza vedere Spielberg fare un film così noioso, proprio lui che era considerato il regista più spettacolare di sempre.

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    1. segnaleorario Autore articolo

      A proposito di Lincoln ho fatto peggio: mi sono arreso dopo un quarto d’ora. E non credo ci riproverò. Ma Spielberg non è nelle mie corde o almeno apprezzo il suo primo cinema, cioè quello degli anni Settanta (su tutti Sugarland Express e Lo squalo). Meno tutto il resto (a parte qualche eccezione tipo The Terminal). Può non piacere un maestro come Spielberg? Può.

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      1. wwayne

        Spielberg ha provato a fare il salto da regista di intrattenimento ad autore con la A maiuscola: essendo un uomo di grande intelligenza, qualche ciambella gli é riuscita con il buco, ma generalmente parlando i film d’ autore non sono la sua vocazione.
        La sua parabola é simile a quella di Jim Carrey e Robin Williams. Negli anni 90 erano gli attori comici più popolari in circolazione, poi hanno cercato di “elevarsi” e di “darsi un tono”, recitando in ruoli diversi e di livello più alto: non l’ avessero mai fatto! Il loro pubblico si é sentito tradito, e ha smesso di seguirli. Generalmente non amo il comico demenziale, ma Carrey era un talento comico così puro che riusciva a far ridere anche nel contesto più idiota. Grazie per la risposta! : )

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