A chi toccherà ripianare i debiti dell’Inter

Tifosi a San Siro

Non so se si è capito. Ma, stringi stringi, praticamente i debiti di Moratti che Thohir non vuole ripianare alla fine li dovranno pagare i tifosi. Continuando cioè, nonostante il ridimensionamento dell’organico, ad acquistare biglietti e abbonamenti. Garantendo così, attraverso la loro liquidità a prescindere dai risultati, l’acquisizione dei preziosi diritti tv. Thohir scommette insomma sul fatto che noi tifosi seguiremo lo stesso l’Inter come se niente fosse, anche se è stata ridotta a una squadra di mezza classifica come il Torino o la Lazio. E dovrebbe funzionare così almeno per altri due trattino tre anni. Questo almeno sembra essere il calcolo fatto da Erick Thohir con la sempre più evidente complicità di Massimo Moratti per risanare il dissesto causato dalle scelte scriteriate della passata gestione. Prendere tempo, prendere tempo e prendere tempo. A oltranza, facendo affidamento sulla cieca fede dei tifosi.

Lo so, sostenere una squadra che non vince mai è (a parte il ristretto gruppo di grandi squadre cui anche l’Inter faceva parte) il destino infame di quasi tutti i tifosi. Con una sostanziale differenza però: i tifosi dell’Udinese o del Verona sanno benissimo a cosa vanno incontro, essendo cioè perfettamente consapevoli che le loro sono squadre di provincia e quindi con un orizzonte d’attesa per forza di cose limitato. L’Inter invece non è esattamente una squadra di provincia. Non tanto e non solo perché è di Milano, ma per un altro piccolo dettaglio: ha milioni e milioni di tifosi sparsi per l’Italia e nel mondo. L’Inter ha una storia di successi che l’ha portata ad essere una delle squadre di calcio più importanti in assoluto. Almeno tra le prime dieci. Ragion per cui un progetto come quello annunciato da Thohir che condanna l’Inter a non essere più una grande squadra (come a dire che praticamente non esisterà più) almeno per altri due trattino tre anni è per forza di cose inaccettabile.

Non è in discussione la fiducia da dare, firmando in bianco o quasi, a Thohir. Ben venga chi voglia riportare in alto l’Inter. Ci mancherebbe altro. No, quello che preoccupa è piuttosto la nuova dimensione che Thohir vorrebbe dare all’Inter. Questo e non altro è il problema. E cioè: qualsiasi sia il progetto che Thohir abbia in mente non può prescindere dal fatto che l’Inter debba rimanere ai vertici del calcio. Ma per fare questo c’è bisogno di fare investimenti importanti, occorrono tanti soldi. E da qui non si scappa: i progetti, qualunque essi siano, costano. Thohir ha i soldi per tenere fede alla tradizione dell’Inter? E, nel caso ce li avesse, se la sente ed è capace di imbarcarsi in un’impresa del genere, soprattutto in considerazione delle indubbie difficoltà ambientali legate alla corruzione e ai tanti conflitti d’interessi del calcio italiano? Perché se è così, se veramente Thohir vuole riportare l’Inter tra le prime nel mondo, allora c’è inevitabilmente da chiedersi: che senso ha prendere per esempio un terzino come D’Ambrosio? Che c’entra D’Ambrosio con la costruzione di una nuova grande Inter?

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4 pensieri su “A chi toccherà ripianare i debiti dell’Inter

  1. fabiof62

    per fare una grande squadra ci vogliono i soldi, certo….ma ci vogliono anche idee e dirigenti bravi a realizzarli, anzi, la bravura dei dirigenti è inversamente proporzionale al budget a disposizione.
    se penso che la Fiorentina si è ulteriormente rafforzata spendendo zero euro…

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  2. mark59

    Io penso che non dobbiamo farci prendere dall’ansia, questa è ancora la società di Moratti, che dopo il 2010 è riuscito nella difficile impresa di demolire uno squadrone formidabile aggravando contemporaneamente la situazione economica del club con rinnovi di contratto onerosissimi a ultratrentenni ormai a fine corsa e acquisti quantomeno discutibili. Giudicare Thohir adesso è impossibile e anche un po’ ingeneroso. Da giugno cominceremo a vedere come ri-strutturerà una società gestita fino ad oggi in modo demenziale, quale DT verrà scelto al posto di Branca, e su quali giocatori si punterà. Già dare un benservito a tutti i vecchi che guadagnano cifre spropositate in rapporto al contributo da loro fornito alla squadra sarebbe un buon punto di partenza.

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    1. segnaleorario Autore articolo

      Sono perfettamente d’accordo con te che la ricostruzione sia difficile e molto complicata e bisogna dare a Thohir un po’ di tempo per ambientarsi (anche se un imprenditore serio si muove molto tempo prima dei tempi per così dire ufficiali del passaggio di proprietà). Non capisco però perché non si possa cominciare fin da adesso, perché bisogna sprecare un’altra stagione. E, soprattutto, non mi fido più di chi coniuga tutto sempre e solo al futuro. Mi puzza di bruciato. Ribadisco: che senso ha D’Ambrosio? Quando c’era, tanto per fare un altro esempio d’attualità, un centrocampista perfetto per l’Inter (per ruolo, per età e per cartellino) come Anderson? La Fiorentina l’ha preso in prestito con diritto di riscatto (quindi sarà eventualmente pagato a giugno e non adesso) a sei milioni e mezzo. Manco sei milioni e mezzo si potranno investire non dico ora ma quest’estate?

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