L’Inter di Mazzarri non riesce proprio a ripartire

Il gol di Nagatomo con un movimento in area da centravanti puro

Il gol di Nagatomo con un movimento in area da centravanti puro

L’Inter meritava di vincere e avrebbe vinto se ancora una volta non fosse stata penalizzata dall’ennesimo errore arbitrale. Il raddoppio di un Nagatomo (voto 6,5) volenteroso ma a volte confusionario era infatti regolare: il giapponese non era in fuorigioco. Ma a parte questo l’Inter è sembrata una squadra sempre più smarrita e in evidente crisi d’identità. Né Mazzarri (voto 5) riesce a scuoterla dal suo torpore. Manovra sempre troppo lenta e macchinosa per mancanza di idee e personalità a centrocampo. Con il 71% di possesso palla l’Inter ha fatto qualcosa come 666 passaggi senza però che tutta questa mole di gioco sia mai servita a creare seri pericoli a Puggioni. Così perfino un modesto Chievo con un minimo di organizzazione  difensiva riesce a strappare un insperato pari.

La difesa sostanzialmente commette solo un errore grave: il primo, che costa subito il gol di Paloschi. Dopodiché riesce a cavarsela più o meno bene, anche se continua a ballare sempre troppo contro avversari non certo irresistibili. Campagnaro (voto 6,5) è il più sicuro e incisivo perché riesce a essere sempre presente in entrambi le fasi e quando l’Inter attacca diventa un centrocampista aggiunto. Meno brillante del solito Rolando (voto 6) ma complessivamente positivo. Soliti alti e bassi per Juan Jesus (voto 6 d’incoraggiamento) che come al solito si fa notare per alcune buone chiusure e per altrettante distrazioni sconcertanti. Si vede che ci mette impegno ma proprio non riesce  a rimanere concentrato tutta la partita. Superato da un tiro per così dire imparabile (ma era imparabile?) Handanovic (voto 6 d’ufficio) non viene mai impegnato seriamente per il resto della gara.

Sulle fasce, rispetto a Nagatomo è sembrata impalpabile la prestazione di Jonathan (voto 5) in evidente calo dopo un girone d’andata complessivamente positivo.

Mentre a centrocampo pur perdendo qualche pallone più del dovuto, Kuzmanovic (voto 6) ha sostanzialmente tenuto bene la posizione ed ha garantito quel necessario filtro che tanto manca lì sulla mediana. Si è visto poco invece Cambiasso (voto 5,5) non nelle sue serate migliori. Tra luci e ombre la prova di Alvarez (voto 5,5) che tocca sempre molti palloni e si rende spesso pericoloso. Però continua a mancargli quella continuità che dovrebbe fare la differenza.

Ancora una volta inguardabile Palacio (voto 4,5) cui in questo periodo non gli riesce più niente. Evidente appannato, forse accusa una comprensibile flessione dopo aver tirato la carretta per mezza stagione. La situazione in attacco non è migliorata nemmeno con l’ingresso di Milito (voto 5) apparso ancora lontano da una forma accettabile dopo il lungo infortunio.

Come Alvarez anche Kovacic (voto 5,5) si dà molto da fare, ma continua a commettere sempre qualche errore di troppo. Meglio come centrale di centrocampo (quando Cambiasso è uscito) piuttosto che dietro Palacio nell’improbabile ruolo a metà tra la seconda punta e il trequartista. Deve crescere in intensità e concretezza. Bisogna allora avere pazienza e dargli ancora fiducia.

Ininfluenti le comparsate nei minuti finali di Taider e Botta (senza voto tutti e due) con la squadra ormai in confusione nell’affannoso quanto sterile tentativo di segnare il secondo gol.

È andata così, è stata un’altra occasione persa. Il girone d’andata si chiude tristemente con il rimpianto per aver perso troppi punti e la fredda realtà dei numeri: l’Inter di Mazzarri è al quinto posto a pari merito con il Verona.

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