Contro il Chievo spensieratamente: è un anno di transizione

Mazzarri e Thohir in una delle prime foto ufficiali della nuova gestione

Inter nel caos come nemmeno nei momenti peggiori di Moratti

Il caos è tale all’Inter che potrebbe far diventare il pur modesto Chievo forte come il Real Madrid. La situazione societaria al limite del ridicolo fornisce inevitabilmente un alibi di ferro alla squadra. Per dire: alla vigilia di una partita particolarmente delicata (dopo aver iniziato il 2014 con due sconfitte pesanti) Thohir non trova di meglio che comunicare da Jakarta di non preoccuparsi perché tanto è un anno di transizione. Mentre, va da sè, il prossimo sarà l’anno zero. Poi se non dovesse funzionare se ne farà un altro ancora di anno zero e così via a oltranza. Difficile pretendere in un clima del genere — e per giunta da una decina di giocatori con il contratto in scadenza che non sarà rinnovato — che diano il massimo. Anche perché a che servirebbe tanta fatica?

Thohir si sbaglia di grosso se pensa di poter speculare sulle disgrazie dell’Inter

Ormai è evidente anche al più ottimista (e ingenuo) tifoso che continuare a seguire l’Inter così ridotta rischia di diventare una cosa quasi patetica. Chi pensava di aver toccato il fondo con le ultime gestioni morattiane era un illuso: in quanto a confusione e incompetenza Thohir potrebbe fare perfino peggio e per ora sembra ci stia riuscendo perfettamente. Certamente però Thohir commetterebbe un grande errore di valutazione se pensasse di passarla liscia e di farla franca con noi tifosi. Evidentemente non ha capito bene in che guaio si è cacciato e non ha ancora coscienza di cosa sia l’Inter e cosa rappresenti per milioni di persone. Se crede di poter allegramente speculare sulle disgrazie di una delle più grandi squadre al mondo ha sbagliato numero e casa.

Una certezza — almeno una — comunque c’è: Guarin parte

Finisce l’equivoco Guarin senza che si sia mai riusciti a capire quale potesse essere il suo vero ruolo in mezzo al campo. Sembra proprio che stavolta venga ceduto veramente. Sarà presto rimpianto? O sarà una vera e propria liberazione che avrà immediati benefici a centrocampo? Mah. Difficile dirlo. Certo, Guarin era uno dei pochi giocatori di qualità ancora in organico. Tecnicamente, l’Inter si impoverisce ancora di più. Ci sarà da ridere ora solo a pensare chi potrebbe essere il possibile sostituto. Il candidato ideale è uno che se non proprio regalato arrivi in prestito e si accontenti di uno stipendio da squadra medio-bassa. In linea cioè con il nuovo profilo che Thohir vorrebbe dare all’Inter.

Parolo è il tipo di centrocampista che serve all’Inter?

Le ultime voci di mercato ipotizzano l’arrivo di Parolo, il cui cartellino però costerebbe circa 8 milioni. E forse già qui, data la cifra che per Thohir potrebbe essere ritenuta proibitiva, non ci siamo. In ogni caso c’è comunque da chiedersi: siamo proprio sicuri che Parolo sia proprio il centrocampista di cui l’Inter ha bisogno? Secondo me no: l’Inter ha assoluta necessità innanzitutto di un incontrista veloce e con gradi doti atletiche e Parolo, più bravo ad attaccare che difendere, non sembra possedere esattamente queste caratteristiche. E vabbè. Mentre si lavora ancora alacremente (sic) per portare all’Inter un fenomeno del calcio italiano come D’Ambrosio. Si sta febbrilmente (sic) cercando di superare uno scoglio finora apparso insuperabile e cioè il prezzo del suo cartellino: due milioni  e mezzo. Effettivamente, è proprio di un terzino che l’Inter di Mazzarri ha assolutamente bisogno per risolvere tutti i suoi problemi a centrocampo.

Mazzarri e lo spettro di Stramaccioni

Insomma, tra molte probabili cessioni e pochi immaginari acquisti, focalizzare l’attenzione sulla partita diventa quasi impossibile. Riusciranno i nostri eroici stakanovisti del pallone a vincere la loro prima partita del 2014 dopo le lunghe ed evidentemente meritate vacanze di Natale? Chissà, ora come ora tutto è possibile. Hai visto mai che le parole assai distensive di Thohir non abbiano l’effetto insperato di togliere un po’ di pressione a un gruppo mentalmente scarico prima ancora che con poca gamba? Certo che per Mazzarri, messo in mezzo e usato dalla società come parafulmine, diventa sempre tutto più difficile. Lo spettro di Stramaccioni potrebbe non farlo più dormire la notte.

La formazione

Non potendo più contare su Guarin stavolta Mazzarri dovrà per forza cambiare formazione. Cambierà anche modulo? Chissà: le pressioni che lo sovrastano sono tali che potrebbe anche essere indotto a fare scelte per lui solitamente troppo azzardate tipo l’inserimento di una seconda punta. Milito cioè al fianco di Palacio. Mentre Kovacic e Taider dovrebbero andare di nuovo al ballottaggio per la maglia da interno destro, dato che non credo Mazzarri rinuncerà (sbagliando) sulla sinistra al pur sfiatato Alvarez.

Handanovic – Campagnaro, Rolando, Juan Jesus – Jonathan, Taider (Kovacic) Cambiasso, Alvarez, Nagatomo – Palacio – Milito

Il pronostico

Molto dipenderà dalla volubilità dei giocatori dell’Inter, di come risponderanno in campo rispetto al casino che c’è all’Inter. Tutto allora può succedere.

  • UPDATE

    Anno -1

    Quando la realtà supera la fantasia. Qui su questo blog lo si diceva per scherzo e invece Thohir l’ha detto veramente. La ricostruzione partirà con un anno di ritardo: Erick Thohir ha annunciato che l’anno zero non è questo ma sarà il prossimo. L’obiettivo di questa stagione invece è di farsi il più possibile del male. Così, tanto per passare il tempo e arrivare all’estate. Alla faccia degli abbonati allo stadio e alle pay tv.

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13 pensieri su “Contro il Chievo spensieratamente: è un anno di transizione

  1. wwayne

    Sono d’ accordo sul fatto che parlare di “anno di transizione” sia stata una scelta molto infelice. In questo modo Thohir demotiva l’ ambiente, perché i giocatori quando perderanno invece di dire “Dobbiamo rifarci” diranno “Pazienza, tanto questo é un anno di transizione.”
    L’ espressione “anno di transizione” o “anno sabbatico” mi dà l’ orticaria, perché é un modo elegante di dire “anno buttato via”, quando invece anche dalla stagione più maledetta bisogna provare a tirar fuori qualcosa di buono. E’ grave per un uomo di sport assumere un atteggiamento così arrendevole, a maggior ragione se mancano ancora 20 partite, non 2.
    Per quanto riguarda Stramaccioni, ritengo che il suo ingaggio abbia segnato il ritorno alla vecchia politica morattiana. Cerco di spiegarmi meglio.
    Negli anni pre – Mancini & Mourinho, spesso l’ Inter acquistava i giocatori in conseguenza dei successi altrui: il Galatasaray vinse la Coppa UEFA, e allora l’ Inter gli comprò Emre, Hakan Sukur e Okan Buruk; il Valencia fece 2 finali di Champions, e allora arrivarono Farinos e Kily Gonzalez…
    Il ragionamento era: questi giocatori hanno vinto altrove, se li portiamo da noi vinceranno anche qui. Peccato che di quelle squadre vincenti o quasi vincenti l’ Inter acquistasse puntualmente i giocatori più scarsi. E in ogni caso, vincente non significa forte: quante volte abbiamo visto fallire in Italia un giocatore arrivato con un palmarès infinito?
    Nell’ era post – Mancini & Mourinho, l’ Inter ha ripreso a scimmiottare le squadre che vincono, ma in maniera diversa: prima ne acquistava i giocatori, adesso ne scopiazza le strategie. Il Barcellona ha vinto promuovendo Guardiola dalla Primavera alla prima squadra, e molte altre squadre, tra cui l’ Inter con Stramaccioni, hanno tentato di fare la stessa cosa, senza rendersi conto che di Guardiola ce n’é uno.
    Soprattutto, non si sono rese conto che ad altissimi livelli la gavetta serve come il pane. Ti aiuta a capire come relazionarti con i giocatori e con l’ ambiente, a preparare e a leggere meglio la partita, e soprattutto a fare più facilmente le scelte giuste. Certo, tutte queste cose te le insegnano anche a Coverciano, ma la frequentazione di un corso non potrà mai sostituire l’ esperienza diretta.
    Stramaccioni a mio giudizio é durato così a lungo soltanto perché l’ Inter sapeva che esonerarlo sarebbe equivalso ad ammettere di aver perso la scommessa. Accadde anche alla Roma con Luis Enrique e alla Fiorentina con Mihajlovic: era chiaro già dopo le prime partite che l’ allenatore non era all’ altezza, ma la società per non ammettere lo sbaglio l’ ha tenuto finché la situazione non é diventata insostenibile. E così sono andate in vacca delle stagioni che potevano tranquillamente essere salvate.

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  2. segnaleorario Autore articolo

    Farinos, Kily Gonzales più… Cuper. L’hombre vertical sempre a un palmo da una vittoria.

    La tua è un’analisi perfetta sull’approssimazione che c’è nel calcio anche ai massimi (o presunti tali) livelli.

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    1. wwayne

      Ti ringrazio per i complimenti e per l’ educazione che dimostri nel rispondere sempre ai miei commenti. A presto, e in bocca al lupo per stasera! : )

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  3. calci0mercat0

    Parolo? Non scherziamo. Fa bella figura a Parma o Cesena, all’Inter sarebbe l’ennesimo giocatore da metà classifica per arrivare a metà classifica. Intanto la Fiorentina sta per prendere Anderson dallo United…

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    1. wwayne

      Da tifoso viola non posso che esserne felice, ma a noi serve uno sfondareti, non un altro trequartista. Fossi in Pradé punterei su Matri: alla Juve ha dimostrato di essere un’ ottima riserva, e quindi lo vedrei bene come ricambio di Rossi e Gomez.
      Il fatto che abbia toppato al Milan non mi smonta più di tanto: prima di tutto perché, se una squadra non produce gioco, é normale che gli attaccanti non facciano gol; in secondo luogo perché Montella pratica un calcio così offensivo che riuscirebbe a mandare in doppia cifra anche un Meggiorini qualsiasi, figuriamoci Matri.
      E poi, anche il peggior Matri sarà sempre meglio di Iakovenko, un giocatore così brocco che noi fiorentini non riusciamo a odiarlo, perché ci fa troppo ridere. Allo stadio quando lo speaker pronuncia il suo nome cominciamo subito a sghignazzare. A suo modo sta entrando nella storia della Fiorentina. : )

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      1. calci0mercat0

        Vedendo spesso giocare la Fiorentina (vivo a Firenze) sono d’accordo che serva una punta. Facevo il parallelo Anderson-Parolo perchè credo che sia emblematico di come una società abbia capito cosa deve fare per crescere e rinforzarsi, l’altra no. La Fiorentina ha capito a quale target attingere: giocatori ancora giovani che in una big europea sono (ancora) un passettino indietro ai supercampioni. Savic ne è un esempio, Anderson ne sarebbe una conferma. L’Inter invece crede di fare il salto con Campagnaro e Parolo

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    2. wwayne

      A mio giudizio le diverse strategie di Inter e Fiorentina sono una diretta conseguenza dei direttori sportivi che si sono scelti.
      Ci sono dei ds (il nostro Pradé, ma anche Lo Monaco, Petrachi, Sartori eccetera) che passano ogni minuto libero a guardare dvd e girare gli stadi di mezzo mondo. E questo immenso lavoro di scouting non lo vedono come una fatica, ma come una gioia, perché é entusiasmante andare alla caccia di talenti nascosti e trovarli prima di tutti gli altri.
      Poi ci sono quelli come Branca e Galliani, pigri, imbolsiti, svogliati, che guardano solo le partite della loro squadra (magari pensando ad altro) e il viaggio più lungo che fanno é quello da casa loro alla sede della società e ritorno. Magari mettendo la benzina nel rimborso spese.
      Io ovviamente preferisco quelli del primo tipo, ma ritengo che Pradé stia esagerando: dovrebbe acquistare meno scommesse e più giocatori dal rendimento sicuro. Ad esempio, se avesse comprato una riserva vera per Rossi e Gomez invece di scommettere su Iakovenko adesso non dovremmo affannarci a trovarne una nel giro di 20 giorni. Grazie per la risposta! : )

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  4. segnaleorario Autore articolo

    Anderson era preciso per l’Inter. Se si adatta subito alla Serie A darà quella concretezza di cui il centrocampo molto tecnico della Fiorentina ha bisogno. Un ottimo acquisto. Matri? Credo si possa adattare bene al gioco di Montella, certo che però in giro di attaccanti che vedono la porta come Rossi non ce ne sono.

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    1. wwayne

      Più di 10 anni fa guardai un big match tra Milan e Juve che finì 1 a 1.
      La rete bianconera fu firmata da Di Vaio, che fece un gol meraviglioso: centrò la porta da fuori area senza nemmeno mirarla, tirando di puro istinto.
      Di Vaio ci riuscì perché aveva un fiuto del gol così innato che segnare gli veniva naturale come respirare. Non aveva bisogno di mirare la porta per centrarla, perché lui la “sentiva”.
      Giuseppe Rossi é uno di quei pochissimi giocatori che, come Di Vaio, “sentono” la porta. Proprio perché questa dote é così rara, é praticamente impossibile trovare qualcuno che lo possa sostituire. Se anche ci fosse, noi viola non potremmo permettercelo. Possiamo soltanto prendere un centravanti di medio livello che non lo faccia rimpiangere troppo. Speriamo che Pradé tiri fuori il coniglio dal cilindro anche stavolta… a presto! : )

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  5. francesco

    ok, ho letto il tuo post. ma credo che a Thohir dei tifosi non gliene freghi una mazza. mi sa che siamo di fronte ad anni veramente bui, ma tanto bui…..

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    1. segnaleorario Autore articolo

      Bè, se fa diventare l’Inter come l’Udinese le partite se le vedrà da solo. Un furbacchione del genere (anche se rimane nascosto a Jakarta) a Milano dura poco.

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I commenti sono chiusi.