A videocomunicato si risponde con videocomunicato

Una farsa di basso profilo come un cinepanettone. Erick Thohir che parla per videocomunicati da Jakarta per dire che lui non è Superman lascia davvero senza parole, che quasi non ci si crede. Sembra uno scherzo, ma è tutto vero. Thohir è proprio lui e dice veramente le cose che dice.

Non solo non si accenna minimamente a eventuali rinforzi da prendere in corsa nel mercato di riparazione, ma adesso si comincia addirittura anche a rimuovere l’eventualità di fare investimenti almeno quest’estate. L’alibi è quello della necessità di dover ripianare i debiti accumulati dalla precedente gestione. Ma come alibi fa veramente ridere. E cioè: se Thohir non ha sufficienti soldi (o magari non li vuole mettere) per l’inevitabile risanamento perché allora ha comprato l’Inter? O forse ci sta indirettamente chiedendo l’elemosina? I tifosi si devono autotassare? Se è così lo dica chiaro e (perché no?) faremo anche questo, organizzeremo subito una colletta. Un atto di carità cristiana non si nega a nessuno. Intanto, però, il mantra sembra essere quello dell’ormai famigerato progetto. Un progetto di circa, dice Thohir, 2-3 anni. Non due e nemmeno tre. Ma col trattino. E quel trattino forse potrebbe far capire già tutto. Chi ci assicura che non sia solo una maniera di allungare i tempi a oltranza e che così facendo non si affondi definitivamente l’Inter, condannandola al basso profilo dove, prima Moratti e ora Thohir, la stanno inevitabilmente trascinando?

Perché bisognerebbe fidarsi sulla parola? Da uno poi che parla attraverso videocomunicati,  lanciando messaggi a dire poco di imbarazzante vacuità? Un videocomunicato che non dice niente e che chiede, come se nulla fosse, ai tifosi di pazientare per altri due trattino 3 anni e di farlo al buio? Affidandosi a uno che compra una delle squadre più importanti al mondo e poi dichiara tranquillamente che non gli passa nemmeno per la testa, almeno per il momento, di investire anche un solo euro? Dopo un videocomunicato del genere come si fa allora a non farsi venire il sospetto che l’acquisto dell’Inter possa essere, né più né meno, una pura e semplice speculazione finanziaria? Nessun processo alle intenzioni, per carità, ma Thohir finora non è stato per niente credibile. Le chiacchiere, insomma, stanno a zero. Ora ci vogliono i fatti.

L’Inter non era di Moratti e non è adesso di Thohir perché l’Inter è innanzitutto dei suoi tifosi. Thohir è bene che cominci a capirlo. La smetta allora di comportarsi come sta facendo e cominci (sempre se ne è capace) a fare la persona seria. Altrimenti, videocomunicato per videocomunicato, se guerra deve essere guerra sia.

Fonte: Donato Inglese

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