L’Inter di Mazzarri tocca il fondo

Un'immagine di Lazio-Inter

Partita di rara bruttezza il cui risultato più giusto sarebbe stato il pari, ma alla fine è stata decisa da un’improvvisa prodezza tecnica di Klose. C’è poco da recriminare perché l’Inter ha risaputi limiti tecnici e atletici. Se la società non vuole investire allora è meglio utilizzare il girone di ritorno per svezzare i giovani. Lo si chiedeva – invano – la passata stagione e lo si ripropone adesso. Altrimenti è solo tempo sprecato.

Finché è rimasto in campo il centrocampo lento ma in grado di tenere posizione e coprire gli spazi l’Inter è stata capace di limitare i danni. Cambiasso (voto 6,5) è stato come al solito impeccabile anche se non è da lui che ci si può aspettare il cambio di passo per fare la differenza. Considerata che era la sua prima da titolare dopo tanto tempo, non male nemmeno la prova di Kuzmanovic (voto 6) anche se pure nel suo caso vale il fatto che non è certo lui quello che può dare qualità. Lo doveva fare invece Alvarez (voto 4) ma praticamente non si è visto mai. Sarà che si è allenato anche a Natale come si evince dalle foto opportunamente twittate, ma dopo un primo tempo così così nella ripresa si trascinava a fatica.

Nel primo tempo l’Inter ha tenuto, poi però nella ripresa a un certo punto Mazzarri (voto 5) ha stravolto il già precario equilibrio a centrocampo. E ha esagerato. Perché a un certo punto l’Inter si è ritrovata in campo con un centrocampo tatticamente davvero improponibile. Cambiasso aveva al suo fianco a destra un Alvarez spompato e a sinistra un Kovacic (voto 5) poco aiutato e subito in difficoltà dopo la prima palla sbagliata.

Per di più con davanti Palacio (voto 4) che stavolta non ne ha azzeccata una che sia una e un evanescente Milito (senza voto) a fare la parodia di un attacco. Cioè: Mazzarri gioca per quasi tutto il girone d’andata con una sola punta e poi ne schiera due con dietro però un centrocampo esageratamente offensivo. Da un eccesso all’altro, insomma. E alla fine l’Inter ha pagato, forse anche eccessivamente, lo squilibrio in campo.

Ancora una volta croce e delizia Guarin (voto 5,5) che fa buone cose e altre pessime. Il solito, insomma. Come lui non hanno inciso più di tanto nemmeno Jonathan (voto 5) e Nagatomo (voto 5,5) forse perché più impegnati a tamponare i tanti buchi del centrocampo che a costruire.

Prestazione dai due volti quella di tutto il reparto difensivo, con erroracci inguardabili e strepitosi recuperi. Alla fine però il gol l’Inter lo prende e il saldo è per forza negativo. Ormai insopportabile la sufficienza con cui gioca Handanovic (voto 5,5) che alterna buone parate a distrazioni inaccettabili. Peggio di lui Ranocchia (voto 5) su cui pesa la responsabilità del gol. Vero dottor Jekyll e mister Hyde l’anarchico Juan Jesus (voto 5,5) notevole in alcune chiusure e orrendo in certi disimpegni suicidi. Chi ha commesso meno errori di tutti gli altri è Rolando (voto 6) che sta crescendo con il passare delle partite.

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