Irresistibile American Hustle

La locandina del film American HustleAmerican Hustle
di David O. Russell
Con Christian Bale, Bradley Cooper,
Amy Adams, Jeremy Renner, Jennifer Lawrence
(2013)

Non c’è niente di più benaugurante che poter iniziare l’anno con un film bellissimo come American Hustle. Dopo l’altrettanto notevole Il lato positivo (uscito in Italia la scorsa primavera) David O. Russell si conferma così autore di grande cinema. Americano. E in maniera totalizzante, direi. American Hustle è un appassionato omaggio al cinema di genere, così amato in tutto il mondo. E allo stesso tempo anche un’affettuosa quanto travolgente sua parodia, con vertiginosi cambi in corsa di registri narrativi e continui rimandi all’epoca qualitativamente migliore del cinema americano e cioè quella degli anni Settanta.

Perché American Hustle è un film sugli anni Settanta, con riferimenti a fatti più o meno realmente accaduti di truffe e inganni in cui i buoni e i cattivi cercano di fregarsi a vicenda senza poi mai capire bene chi sono veramente i buoni e chi i cattivi. Seppur perfettamente congegnata e spassosa, la storia di per sè in certi momenti sembra quasi un pretesto. E cioè, se vogliamo, American Hustle è pure un film che parla di se stesso, parla cioè di cinema. Rigorosamente, esclusivamente, americano che più americano non si può. Cinema americano ma di quello fatto a regola d’arte e quindi, qualunque siano punto di vista o metro di giudizio, comunque divertentissimo.

Scritto in maniera meravigliosa, girato e montato con mestiere, American Hustle ha l’equilibrio lieve e costante e il ritmo giusto dei film felicemente riusciti dove tutto si incastra alla perfezione. Memorabili le prove d’attore nel tracciare i chiaroscuri di personaggi mai veramente buoni e mai veramente cattivi. Dallo sconsolato Christian Bale truffatore per necessità e per amore, a Bradley Cooper poliziotto frustrato che vive ancora con la tirannica mamma ed è sempre in lotta con se stesso per non trasgredire le regole, divorato com’è dall’ambizione di acciuffare il suo momento di gloria o, se non altro, di poter almeno avere una notte di sesso sfrenata. Dall’algida seduttrice scollacciata e mangiauomini Amy Adams che ha sempre una sorpresa da riservare a tutti, alla sempre più brava Jennifer Lawrence che rifà magnificamente una specie di Marilyn aggiornata agli anni Settanta. Sorprendente poi come Jeremy Renner nella parte di un sindaco corrotto rievochi quasi fisicamente un giovane Joe Pesci. Così come il cameo di Robert De Niro (poteva forse mancare?) nei panni di un terrorizzante boss mafioso è breve quanto folgorante.

Cinema irresistibilmente logorroico come il miglior Tarantino (depurato però da ogni violenza) disperatamente esaltato come nelle scene madri nella New York italo-americana di Scorsese (questo il riferimento maggiore) o ferocemente sarcastico come nei momenti più felici di Woody Allen, American Hustle è questo e perfino di più. Non è un vero e proprio poliziesco e non è una vera e propria commedia, ma nemmeno un vero e proprio film drammatico. È un po’ tutto ciò e questa abbondanza invece di stordire e confondere miracolosamente si tiene tutta insieme e funziona. Parecchio.

Genere: assolutamente da vedere – Consigliato: proprio a tutti – Voto: 8

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7 pensieri su “Irresistibile American Hustle

  1. P37

    Film spassosissimo ed anche la somiglianza del sindaco Carmine con Joe Pesci mi è venuta in mente stasera al cinema appena l’ho visto…ps.avevo letto il voto che davi al film ma la recensione l’ho appena terminata…perfetta,quasi come il film!

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  2. wwayne

    American Hustle é un classico film di David O. Russell: sceneggiatura di ferro, interpretazioni impeccabili, ritmo incalzante, uso intelligente della colonna sonora… oltre ad essere perfetti tecnicamente, hanno anche una loro anima, un entusiasmo che tracima dalla prima all’ ultima scena. Sono film fatti con il cervello e con il cuore, dando il giusto spazio sia all’ uno che all’ altro.
    A mio giudizio le interpretazioni migliori di American Hustle sono quelle di Jennifer Lawrence e Amy Adams. La prima non mi ha stupito, mi ero già reso conto che fosse una delle attrici più brave in circolazione; la seconda invece é stata una vera sorpresa. Non perché dubitassi della sua bravura (chiunque l’ abbia vista ne Il dubbio ne sarà rimasto folgorato), ma perché la ritenevo troppo brava ragazza, e quindi completamente fuori parte nel ruolo della femme fatale. E invece ha dimostrato che, come tutte le grandi attrici, é in grado di interpretare qualsiasi tipo di ruolo. Sarebbe un delitto non certificare il suo status di attrice completa con uno scintillante Oscar.

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      1. wwayne

        E’ anche per avere degli indizi in questo senso che aspetto a gloria l’ annuncio delle nomination. Spero che ne prenderà uno anche David O. Russell, se non per la regia, quantomeno per la sceneggiatura: é al terzo filmone di fila, cos’ altro deve dimostrare? Grazie mille per la risposta e per il follow (ricambiato)! : )

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  3. francesco

    mentre il lato positivo mi era piaciuto tantissimo, questo mi ha abbastanza lasciato indifferente. sta in piedi solo per le bellissime attrici, che ho ripetutamente postato ! 🙂

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I commenti sono chiusi.