I test di Mazzarri e le feste dello sport (degli altri)

Un'immagine di Arsenal-Chelsea giocata ieri sotto una bufera d'acqua e con un campo perfetto

Un’immagine di Arsenal-Chelsea giocata ieri sotto una pioggia incessante e con un campo comunque perfetto

Riusciranno i nostri eroi a non perdere come sempre l’aereo?

Quanti voli saranno persi? Quanti ritardi? E con quanti chili in più torneranno (quando torneranno)? Che senso ha chiamare professionista chi di professionista ha solo l’entità dello stipendio? Che logica c’è nel permettere ai nostri strapagatissimi eroici calciatori di rientrare alla base dopo gli stravizi festivi soltanto tre/quattro giorni (se va bene, ma è facile prevedere che ci saranno come da tradizione tanti contrattempi) prima della trasferta di Roma con la Lazio? Gli europei, fa sapere la società nerazzurra, devono presentarsi alla Pinetina il 31 (con o senza spumante?) mentre i sudamericani addirittura il 2. Avranno cioè solo tre giorni (sempre se va bene) per riprendersi dal viaggio, smaltire il jet lag, riacquistare confidenza con gli allenamenti, stare a sentire quello che ha da dire Mazzarri e, se c’è tempo, preparare incidentalmente anche la partita dell’Olimpico. Dieci giorni di vacanze e al massimo tre di, diciamo così, lavoro. Dura la vita del calciatore professionista, così dura all’Inter che poi si capisce eccome perché una volta strappato un contratto non vogliono più andarsene e per mandarli via bisogna pure regalarli.

I test cui Mazzarri sottoporrà i noti professionisti al rientro dalle feste

Mettiamo allora che (con l’unica eccezione del Capitano che non ne può fare a meno) non si siano nel frattempo mai allenati e abbiano prevedibilmente esagerato con gli eccessi (tipico comportamento sotto le feste di religiosissimi ignoranti e bigotti come sono quasi tutti i calciatori professionisti) dove gli metterà mano Mazzarri a pochi giorni da una partita che, per inciso, dovesse andare male farebbe ripiombare l’Inter al punto di partenza dopo l’incoraggiante successo nel derby? I precedenti, sopratutto per i sudamericani (nessun razzismo, ma solo una constatazione statistica) non depongono a favore di questi quanto mai spensierati lavoratori della domenica verso cui nutriamo un’apprensione immotivata quanto patologica. Di solito hanno bisogno dalle due alle tre partite prima di riprendersi dalla pausa natalizia. Difficile immaginare che non succeda anche stavolta. Fanno semplicemente tenerezza allora i buoni propositi di Mazzarri che per ovviare a quello che lui per primo sa che accadrà ha predisposto un’azione preventiva destinata però a rimanere solo una pia intenzione. E cioé:

Il preparatore Pondrelli ha consegnato a tutti i nerazzurri un programma di lavoro personalizzato. Dopo Natale i giocatori dovranno iniziare a svolgere gli esercizi: al ritorno alla Pinetina (il 31 gli europei, il 2 gennaio i sudamericani) test per tutti.

Una specie di tagliando, insomma, a dimostrazione di quanto sia alta la fiducia riposta nella serietà di questi professionisti. Come vorrei essere lì ad assistere ai test i cui risultati me li posso benissimo già immaginare. E quante risate si faranno, prendendosi pesantemente per il culo. Conoscendo per esempio il grande attaccamento alla maglia e l’indubbio scrupolo professionale per esempio di gente come (faccio due nomi a caso) Campagnaro o Icardi non è molto difficile indovinare l’esito.

Perché Premier League e Nba non si fermano a Natale

Questione di cultura sportiva, si dirà. Ma forse sarebbe più semplice dire cultura e basta. Come quella per esempio anglosassone che per tradizione durante le feste lo sport non solo non si ferma ma lo si celebra ancora di più. La Premier League scenderà in campo tra Natale e Capodanno per tre volte a pochi giorni di distanza. Una festa nella festa, insomma, un regalo ai tifosi. Sarà anche per questo motivo che gli stadi sono sempre pieni? Così come negli Stati Uniti l’Nba si ritaglia proprio per Natale una maratona con alcune delle squadre più seguite e rappresentative, tra cui spicca un Los Angeles Lakers-Miami Heat davvero imperdibile (canale Sky 201, ore 23). Altre mentalità, altre abitudini, un modo diverso di intendere lo sport, a maggiore ragione se professionistico e quindi con dei precisi e inderogabili doveri nei confronti del pubblico (banalmente pure pagante). Ed è proprio tra Natale e Capodanno che l’esoso abbonamento Sky assume, imprevedibilmente, un senso.

La mappa del basket americano

La mappa del basket americano

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7 pensieri su “I test di Mazzarri e le feste dello sport (degli altri)

  1. Bisanzio

    Ma tu l’Inter la tifi o ti piace solo insultarla? Fammi capire. Puoi anche dedicarti ad altro nella vita, tipo il punto e croce, se la maglia nerazzurra ti rende così livoroso e frustrato.

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    1. segnaleorario Autore articolo

      Ho capito: a te andava bene pure che tornassero il 5 a sera. Scherzo (ovviamente).

      Parlando sul serio, invece, credo sarai d’accordo anche tu che tra i tanti meriti Moratti ha avuto anche parecchi difetti e tra questi sicuramente la poca serietà con cui sono stati gestiti i giocatori. Spero allora che almeno Thohir si faccia rispettare (parecchio) di più.

      Se tutti fossero come Palacio non avrei mai potuto scrivere questo post. Se sono critico è perché ci sono giocatori che non si comportano da professionisti e sfruttano la debolezza della società.

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      1. Bisanzio

        Il problema è che sei partito già affermando che Mazzarri non si fida dei giocatori e quindi gli ha assegnato dei compiti “fisico-atletici”, mi si passi la definizione, con test al rientro alla Pinetina. Ma dai, è una cosa che è sempre successa, con ogni allenatore, non solo all’Inter, ma in tutte le squadre, non mi dire che non hai mai letto articoli del genere gli altri anni… poi oh, se Icardi dovesse tornare ben pasciuto come un cinghiale e con la schiena rotta a là Francesco Coco per la Wandita, farò mea culpa, però avrei un po’ più di fiducia in generale, senza vedere sempre e per forza le cose in negativo…

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