Cambiano i presidenti ma l’Inter è sempre senza un euro

Il vecchio e il nuovo: Moratti e Thohir contenti per il passaggio di proprietà

Mi auguro non stiano ridendo di noi

Quindi sembra ormai fatta: Guarin va al Chelsea. In un centrocampo normale e cioè più equilibrato di quello attuale Guarin avrebbe potuto dire la sua, ma tant’è. La nuova proprietà ritiene sia un sacrificio necessario per fare mercato. Ragion per cui se Thohir ha imposto come sembra di fare mercato esclusivamente con i soldi delle cessioni si fa presto a fare i conti. Anche perché si può realisticamente escludere fin da adesso che  gente come Pereira o Kuzmanovic possano avere richieste di una pur minima consistenza. O li danno in prestito o li regalano per Natale. Si può allora benissimo ipotizzare fin da ora che i soldi a disposizione per fare acquisti saranno esclusivamente quelli ricavati dalla cessione di Guarin e cioè circa una quindicina di mlioni. Al massimo, a essere ottimisti, 18. Facile intuire che con una cifra del genere l’Inter potrà prendere un solo giocatore di un certo livello o altrimenti dovrà inevitabilmente ripiegare sui saldi di stagione.

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Stando così le cose Mazzarri dovrà necessariamente scegliere. Decidere cioè o di rinforzare sul serio un solo reparto o di accettare soluzioni di ripiego. E nel qual caso, anche volendo cercare tra i giocatori in offerta, 18 milioni non sembrano così tanti da poter comunque garantire l’arrivo all’Inter di centrocampista, attaccante ed esterno chiesti da Mazzarri per completare l’organico. Insomma, si potrebbe quasi dire addio ai sogni di gloria, ammesso che siano mai stati concepibili. Perché a quanto pare Thohir non ha la minima intenzione di investire nemmeno un solo euro sull’Inter che ha appena comprato. C’è tempo, dice. Prima si pensa a ripianare i debiti e poi a tutto il resto, dice. Se ne riparla — eventualmente — quest’estate, dice. Come se l’Inter fosse una fabbrica di scarpe.

Nonostante molte cose incomprensibili del passaggio di proprietà, giudizi più appropriati si potranno dare soltanto al termine del mercato invernale. Al di là delle chiacchiere, infatti, è questo il vero banco di prova di Erick Thohir. D’altronde, dopo vent’anni di berlusconismo (e di promesse mai mantenute dai partiti di sinistra) siamo tutti vaccinati e attrezzati a capire qualsiasi eventuale (speriamo di no) bluff. È già possibile però fare una considerazione difficilmente contestabile e cioè: a cosa è servito passare da Moratti a Thohir se i soldi non c’erano prima e non ci sono nemmeno adesso? A parte Guarin che se ne va, dov’è la differenza?

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3 pensieri su “Cambiano i presidenti ma l’Inter è sempre senza un euro

  1. alexdoc

    Lo pensiamo in molti. L’altro giorno Thohir è riuscito anche a dire “non sono mica Abramovich”. Questo si era già capito, si sperava solo che avesse più soldi dell’ultimo Moratti. Il ricavato della vendita di Guarin deve servire per Nainggolan, ottimo giocatore che altrimenti andrebbe alla Juve, come sarebbe stato proprio 10 anni fa per Stankovic (che era molto superiore, ma tutto il livello del campionato italiano si è abbassato tantissimo). Se quei milioni se li tiene, il timore del “grande bluff” diventa realtà.

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  2. voici56

    Passiamo dalle pezze al culo alle toppe? Non ci voglio credere.

    Alex, vendiamo un centrocampista da 10/12 gol a stagione per non parlare di quelli che in un modo o nell’altro riesce a far fare, per prendere il sostituto di Cambiasso? Ammesso che prendano Nainggolan, chi venderemo per comprare un centrocampista da 10/12 gol?

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  3. daniele

    Non sono d’accordo. Per giudicare Thohir io aspetterò il mercato estivo.
    Ci siamo lamentati del fatto che negli ultimi anni (dopo il triplete, insomma) acquisti e cessioni venissero fatti improvvisando., senza criterio. Bene, Thohir è il proprietario dell’Inter da troppo poco tempo per poter programmare una campagna acquisti.

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