Nuovo cinema patetico

La locandina del film L'ultima ruota del carroL’ultima ruota del carro
di Giovanni Veronesi
con Elio Germano, Ricky Memphis, Alessandra Mastronardi
(2013)

Proprio non ci riesce, certo cinema, a distaccarsi — anche quando vorrebbe, almeno nelle intenzioni, rinnegarlo — dal berlusconismo di cui si è imbevuto in questi vent’anni. L’inversione a U di un maestro della commedia all’italiana più cinica e qualunquista come Giovanni Veronesi con L’ultima ruota del carro fa venire in mente proprio questo. A quel cinema cioè una volta megafono cialtrone quanto volgare dell’Italia più impresentabile e che adesso invece, quasi a voler segnalare con la coda tre le gambe l’aria che cambia, da becero e compiaciuto qual era si propone improvvisamente in chiave addirittura buonista e tendente alla lacrimuccia. Un cinema che solo adesso, decisamente fuori tempo massimo a dire poco, comincia a mettere in discussione — timidamente tra l’altro e in punta di piedi — quella stessa egemonia culturale che ha fin qui spudoratamente celebrato. Curiosa la vita (e l’arte del cinematografo) no?

Non mi è piaciuto, ma proprio per niente, L’ultima ruota del carro di Veronesi. Non per niente, detestavo già prima il suo cinema, figurarsi questo aggiornamento decisamente paraculo. Con L’ultima ruota del carro Veronesi vorrebbe insomma mettere una pietra sopra ai brutti ricordi, solo che non sa proprio dove mettergli mano. Non sa proprio come raccontare questo pentimento a scoppio assai ritardato ed esagera al contrario: tanto prima il suo cinema era sguaiatamente irridente nel suo qualunquismo di grana grossa quanto adesso è vittimista. Cinema falso. Era falso e brutto prima, falso e palloso adesso.

D’altronde, per chi come Veronesi ha sempre privilegiato il punto di vista, estetico prima ancora che morale, dei furbi, è assai difficile immedesimarsi in sensibilità poco frequentate. E infatti, al di là del mio giudizio prevenuto, il film è innanzitutto loffio. Con situazioni loffie, battute loffie, scene madri loffie. Non si ride, insomma, che è un po’ come dire a Veronesi che ha sbagliato tutto. L’ultima ruota del carro è piuttosto un film tristissimo, quasi deprimente di un regista, Giovanni Veronesi, che vorrebbe con tutte le sue forze diventare assolutamente l’erede di Monicelli. Finora però è riuscito ad essere al massimo la bella copia di Neri Parenti.

Genere: commedia deprimente all’italiana – Consigliato: ai seguaci di di X Factor – Voto: 4

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2 pensieri su “Nuovo cinema patetico

    1. segnaleorario Autore articolo

      Per capire quant’è brutto basterebbe solo citare due film simili come quel capolavoro che è La prima cosa bella di Virzì o anche il pur irrisolto Anni Felici di Luchetti. Non c’è paragone.

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