Civati segretario perfetto. Ma del partito che ancora non c’è

Giuseppe Civati durante il confronto dei candidati segretari del Pd

Troppo loffio il confronto televisivo tra i candidati segretari del Pd? Se fai domande loffie riceverai risposte loffie. Semplice, no? Questo è il livello del giornalismo italiano. In quanto a conflitti d’interesse Sky, per dire, non scherza mica e non fa certo eccezione. C’erano molte altre domande da fare. Non tanto a Giuseppe Civati che da outsider qual è quello che dice fa, ma soprattutto nei confronti del moderato Gianni Cuperlo per stanare la sua ortodossia postcomunista o di quel furbacchione di Matteo Renzi con le sue omissioni strategiche per ingraziarsi tutti.

A me è piaciuto (e molto) Giuseppe Civati. Sta migliorando anche sul piano della presenza scenica e dei tempi televisivi. Non solo Civati dice cose di sinistra, ma riesce anche a dirle con un’ottima capacità di sintesi non disgiunta da una certa leggerezza. Ed è, roba quasi da fantascienza nello scenario di solito tetro della politica italiana, pure ironico. Sta diventando, insomma, un perfetto segretario. Ma del partito di sinistra che ancora non c’è. Civati ci sta provando in tutti i modi a recuperare il voto di milioni di delusi persi per strada alle ultime politiche. Categoria di cui non faccio parte perché mi sono fortunatamente fermato ai Ds e non ho mai dato credito al Pd. Non credo però ce la farà. Certo, secondo me guadagnerà parecchi consensi e, questo è sicuro, molti di più di quelli preventivati. Ma non così tanti da fargli vincere le primarie.

Continuo a essere convinto che come me molti altri — pur riconoscendosi in ciò che dice Civati e sentendosi rappresentati dalle sue idee e dalle parole che usa — non potranno mai sostenerlo finché rimarrà nel Pd. Per due motivi, soprattutto. Il primo è perché il Pd  non è un partito né di sinistra ma nemmeno di centrosinistra. Il secondo motivo è che Civati sbaglia nel credere di poter cambiare quello che forse non è nemmeno un partito, ma piuttosto una specie di associazione finalizzata agli affari e al controllo del territorio di bande armate composte da ex comunisti o da ex democristiani, più o meno vecchi o più o meno giovani.

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4 pensieri su “Civati segretario perfetto. Ma del partito che ancora non c’è

  1. alexdoc

    Per quel poco che ho visto mi sono sembrati: Renzi un discreto esponente del PSI anni ’80 (ma troppo giovane per quei tempi), Cuperlo un buon dirigente di seconda fila del PCI anni ’60 e Civati un ottimo esponente di SEL, che vedrei perfettamente al posto dell’ormai compromesso e per me definitivamente perduto Vendola. L’uomo giusto nel partito sbagliato.

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  2. Zamor

    Concordo con quasi tutto del post eppure penso che alla fine andro’ a dare il voto a Civati ..magari per dargli la forza di venir fuori da li. Se prende una batosta magari lo perdiamo per sempre e sarebbe un peccato nel deserto che abbiamo dalle nostre sinistre parti….

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  3. antoniodaroma

    Civati perderà sicuramente le primarie: per quello che dice!
    Non c’è spazio politico per una vera sinistra, di idee di società e non di apparati ricattabbili che proprio da questo traggono la loro forza per tenersi in piedi, cade uno cadono tutti, sono costretti a stare insieme (larghe o piccole intese che siano).
    Voglio credere alla sua spontaneità, è quasi un bagliore in questa notte infinita.
    Peccato che si dibatte in un contenitore che non vuole luce!
    Si badi bene non voterò mai 5Stelle, ma alle primarie non mi ci vedranno

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