Civati, la voce della coscienza del Pd

Questa non è male:

Civati figlio del sindaco di New York Bill De Blasio

A me poi evoca chissà perché un possibile scenario futuro. E cioè: il Pd continuerà a sovvertire ogni regola e Giuseppe Civati imperterrito continuerà invano a denunciare e contestare il mancato rispetto di quelle regole.

Mi immagino, insomma, riunioni di vertice con Civati che chiede la parola per contestare la dirigenza. E parla, parla. Finché qualcuno — tipo uno come Letta o Renzi — ogni volta gli chiede: hai finito? Sì? Bene. Andiamo avanti. E via con altre porcate ancora. D’altronde, come si può pretendere — è quello che mi piacerebbe chiedere a Civati — da dei procacciatori d’affari di avere pure degli scrupoli morali? No, non sono certo i capibastone delle mille famiglie e correnti del Pd a trovarsi nel posto sbagliato. Semmai è lui.

Piuttosto il caro Giuseppe dovrebbe prima o poi darsi un tempo, una scadenza insomma, oltre cui non sarà più possibile far finta di non vedere quello che invece noialtri vediamo benissimo. Ovvero sia, citando senza volare troppo alto, Charlie Brown:

A volte la notte me ne sto sveglio nel letto e mi chiedo: “Dove ho sbagliato?” Poi una voce mi dice: “Ti ci vorrà più di una notte per questo”.

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