Checco Zalone sarai tu

La locandina del film Sole a catinelleMa quant’è diventata stupida e carogna l’Italia? Tanto. E Checco Zalone ci sguazza dentro che è una bellezza o, forse, sarebbe meglio dire una bruttezza. Come i due precedenti film, Sole a catinelle è una farsa, ma più strutturata e compiuta. Qui la messa a fuoco è  centrata meglio e si percepisce ancora di più quel retrogusto amaro della risata che ogni battuta si porta dietro. Perché sì, si ride. O meglio a volte si ride per non piangere delle nostre miserie nazionali, spesso così tristi e deprimenti prima ancora che ridicole.

Protagonista come sempre è la solita maschera del cialtrone cinico e scostumato di Checco Zalone. Stavolta riesce a imbucarsi, portandosi appresso il ben più serio figlio di 10 anni, in una vacanza extralusso dei soliti ricchi scemi. Un road movie all’italiana, insomma, le cui complicazioni di viaggio sono solo un pretesto per raccontare i mostri che ci circondano. Più che a In viaggio con papà di Alberto Sordi e con Carlo Verdone sembra piuttosto ispirarsi (anche se involontariamente, visto che Luca Medici ha candidamente confessato di non averlo mai visto) a uno dei capolavori meno noti di Dino Risi e cioè Il giovedì con Walter Chiari. Una rivisitazione aggiornata ai nostri tempi, per giunta assai peggiorati.

Diretto da Gennaro Nunziante, il film funziona, raggiunge lo scopo. Quello cioè di farci ridere di noi stessi, convinti come siamo che quella galleria di ritratti osceni che Sole a catinelle ci sbatte in faccia non ci assomigli proprio per niente, nemmeno un po’. Perché si sa, gli italiani impresentabili sono sempre gli altri, mai noi. Sono sempre gli altri che votano Berlusconi, gli altri che fanno sempre i furbi, gli altri che assomigliano così tanto a quel cafone di Checco Zalone e alla sua sciagurata umanità. È un film da vedere, allora, non fosse altro per ricapitolare le italiche debolezze che tanto conosciamo (e sopportiamo).

Voto: 6,5

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2 pensieri su “Checco Zalone sarai tu

  1. Alexdoc

    Non riesco a capire cosa ci trovino tutti in questo Zalone da farne il fenomeno del momento, a me non fa ridere ma sono uno dei pochi a quanto pare. Riconosco al pur bravo e simpatico Luca Medici (il suo vero nome) di essere riuscito a passare indenne nel passaggio dal piccolo al grande schermo senza perdere credibilità, cosa non da tutti, che non è capitata a talenti molto superiori al suo come, su tutti, Antonio Albanese, forza della natura in teatro e tv, sempre più deludente al cinema.

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