A Udine la possibile svolta?

Il colpo di testa vincente di Palacio a Udine

Il colpo di testa vincente di Palacio a Udine

Quell’attenzione che a Bergamo non c’era proprio

Basta aver rimesso due tre giocatori al posto giusto per spiegare una trasformazione del genere a Udine rispetto alla confusione e alla svogliatezza di Bergamo? Chissà. Anche se probabilmente a fare differenza potrebbe essere stato piuttosto il modo sensibilmente diverso in cui l’Inter di Mazzarri è scesa in campo a Udine dal punto di vista soprattutto mentale. E cioè: sarà pur vero che Guarin attaccante diventa quasi utile alla squadra e Taider nel suo ruolo naturale fa pure gli assist. Mentre il sempre più straripante Alvarez come mezz’ala pare ancora più determinante. E che, infine, Ranocchia è sembrato più a suo agio sul centrodestra della difesa. D’accordo. Ma quello che ha fatto la differenza al Friuli è stata secondo me soprattutto la maggiore attenzione con cui tutti hanno giocato. Se Cambiasso ha dato il meglio di sè nel dirigere da par suo le operazioni in tutte e due le fasi è anche perché la squadra si è mossa sempre con grande equilibrio.

Quell’assetto affidabile che forse potrebbe essere stato trovato a Udine

Comunque sia, si sapeva che l’Inter di Mazzarri è per forza di cose un cantiere con i lavori in corso. E che la crescita comprende anche inevitabili passaggi a vuoto. A maggior ragione che — non bisogna mai scordarlo — l’organico è incompleto e a volte, come Mazzarri sa benissimo, bisogna fare di necessità virtù. Fatto sta che Udine può forse rappresentare un momento di svolta. Nel senso che forse Mazzarri potrebbe aver trovato l’assetto più affidabile (soprattutto a centrocampo) e che quindi sarebbe auspicabile proseguire su questa strada. E cioè dando fiducia a Taider come mezz’ala destra, con Alvarez a sinistra e con Guarin avanzato a fare quasi il “falso nueve” che già alla sola idea potrebbe galvanizzare non poco il non poco presuntuoso colombiano, anche se effettivamente non privo di talento.

Quella difesa in cerca di stabilità

Anche in difesa potrebbero essere arrivati segnali ben precisi che Mazzarri secondo me farebbe bene a prendere in considerazione. E cioè che è meglio abbandonare il sogno di un pieno recupero del pur grande Samuel (da più di 10 anni uno dei migliori in assoluto nel suo ruolo) e dare totale fiducia a Ranocchia e Juan Jesus con Rolando e Andreolli a contendersi la terza maglia. Vale a dire che forse il futuro rientro di Campagnaro per me potrebbe rivelarsi a questo punto quasi destabilizzante. So perfettamente che Mazzarri la pensa esattamente al contrario, ma nulla mi toglie dalla testa che in prospettiva Campagnaro faccia soltanto perdere tempo e possa rallentare il processo di crescita di un reparto finora ancora troppo instabile.

Quella continuità che dovrebbe diventare normale

Tutto molto bello, ma ora Mazzarri dovrà fare in modo che Udine non sia l’eccezione che conferma la regola. Che cioè l’Inter sia capace di giocare ancora come al Friuli e cioè più o meno con la stessa intensità e lo stesso livello di attenzione. E che riesca a farlo anche con una certa continuità. Che è sicuramente la cosa più difficile.

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