A Bergamo (forse) l’Inter di Mazzarri ha gettato la maschera

Mazzarri deluso in panchina a Bergamo

Mazzarri deluso in panchina a Bergamo

Poca qualità e (purtroppo) non si vedono margini di miglioramento

Nonostante tutta la buona volontà di Mazzarri (i cui meriti per aver ridato comunque una pur minima identità alla squadra sono pur sempre maggiori rispetto ai difetti tattici per scarso coraggio) a Bergamo si è visto chiaramente che questa squadra di più non può dare. La partenza molto positiva aveva forse illuso più del dovuto. Sulla distanza però non tiene. Dopo 10 partite comincia inevitabilmente a perdere colpi. Vuoi perché il sogno di una ritrovata compattezza è svanito alle prime tappe con le vere salite. E poi anche perché si pagano scelte sbagliate fatte negli ultimi anni. Mazzarri cioè deve fare di necessità virtù con giocatori alcuni dei quali non all’altezza della situazione o che comunque forse lui non avrebbe mai scelto.

Quando bisogna spingere sull’acceleratore emergono limiti di personalità

Non riesce a tenere il risultato, non sa sfruttare il vantaggio, ha difficoltà a imporre il proprio gioco:  l’Inter soffre la scarsa capacità di gestione della gara. Va bene giocare da provinciale. Anzi. È l’unico modo per sopperire in qualche modo alle carenze tecniche e più in generale dell’organico. Ma poi quando bisogna fare la differenza bisogna colpire con la concretezza e la forza della grande squadra. Ma l’Inter, per l’appunto, non lo è più da tempo.

Mancano alcuni grandi giocatori e i giovani da soli non bastano

Centrocampo e difesa non funzionano come dovrebbero, si prendono troppi gol e si soffre più del dovuto anche contro squadre tecnicamente inferiori. Colpa di una società che nelle ultime tre stagioni ha rimosso ogni volta il problema. Investire sui giovani è giusto ma non basta. Manca sempre all’appello almeno un grande centrocampista. Due sarebbero ancora meglio. Ma è dai tempi di Benitez e del mancato acquisto di Mascherano che sono stati presi giocatori in saldo o talenti da sgrezzare. Manca un esterno capace di far dimenticare Maicon. E per quanto mi riguarda manca anche un grande difensore visto che su Campagnaro (anche solo per una questione anagrafica) non faccio più per niente affidamento.

Kovacic e Taider sono risorse importanti, però vanno aiutati a inserirsi

Kovacic e Taider sono secondo me da Inter ma sono ancora troppo acerbi e hanno quindi bisogno di crescere. Ma per crescere devono essere inseriti gradualmente in un centrocampo ben organizzato e capace quindi di supportarli al meglio. Altrimenti la loro inesperienza diventa inevitabilmente un problema per gli equilibri della squadra e allo stesso tempo si corre il rischio di bruciarli. Non si può insomma pretendere che siano Kovacic e Taider a risolvere magicamente le difficoltà del reparto. Semmai dovrebbe essere il contrario.

L’atteggiamento di alcuni giocatori non è da grande squadra/1

Una grande squadra si vede non solo per il suo spessore tecnico e la sua forza agonistica. La si riconosce anche per come sta in campo. Non per esempio come si sono comportati a Bergamo Guarin o Handanovic. Cominciamo da Guarin. Dopo aver giocato poco e male è sembrato quasi volesse rifiutare la sostituzione. E con la squadra ancora alla ricerca della vittoria ha impiegato parecchio tempo (che a me è sembrato infinito) per uscire dando così una dimostrazione di totale mancanza di rispetto nei confronti della squadra e comunque un’immagine di poca professionalità. Magari saranno dettagli, ma sono alla lunga determinanti per la creazione di quello spirito di gruppo senza il quale è davvero difficile fare risultati.

L’atteggiamento di alcuni giocatori non è da grande squadra/2

Altrettanto sconcertante la sceneggiata napoletana di uno generalmente assai lucido come Handanovic. Si è fatto male da solo battendo un rinvio (possibile? Ma è entrato a freddo?) e incredibilmente invece di chiedere subito il cambio è rimasto in campo nonostante fosse infortunato (tanto che non poteva nemmeno più rinviare) destabilizzando di fatto la retroguardia per tutto il primo tempo. Ma che gli è passato per la testa a Handanovic? Che modo è di comportarsi? Che professionista è? D’accordo, magari qualche minuto per vedere se uno ce la fa a continuare ci sta. Ma poi basta. Poi bisogna uscire. Perché Handanovic non l’ha fatto? Perché nessuno dei compagni ha preteso il cambio? Ma che roba è? Ma scherziamo o che? Tutto ciò non è per niente serio.

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Un pensiero su “A Bergamo (forse) l’Inter di Mazzarri ha gettato la maschera

  1. Rudi

    Classico caso di coperta corta.
    Troppi sanno fare solo una cosa, attaccare o difendere.
    I grandi calciatori sanno farle entrambe.
    Era e resta un organico da quinto posto, ma a fine stagione vorrei sapere con certezza quanti fra i più giovani sono “da Inter” o no.
    D’ora in poi, meglio un mediano in più e un trequartista in meno: fra Alvarez (finora il migliore), Guarin e Kovacic, uno è di troppo.

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