L’Inter che Mazzarri deve ogni volta prendere per mano

Palacio protagonista assoluto anche ieri contro il Verona

Palacio protagonista assoluto anche ieri contro il Verona

Vinta forse la partita più importante

Per certi versi aver battuto il Verona è forse il risultato più importante della stagione. Lo è perché ha interrotto una striscia negativa che rischiava seriamente di complicare le cose. Un altro passo falso avrebbe potuto insomma cancellare improvvisamente tutto quello di buono fatto finora. Così invece, nonostante altri due (evitabili) gol al passivo, la pressione dovrebbe essere tornata ai livelli di guardia. Anche se la vittoria, seppur fondamentale, non può nascondere i soliti problemi di tenuta mentale.

Squadra ancora discontinua

Seppur con una grande evidente fatica (anche fisica) Mazzarri sta riuscendo in un’impresa non da poco. Quella cioè di far rendere se non al massimo almeno a livelli accettabili un gruppo con buone potenzialità ma spesso e volentieri svogliato o solo distratto. Cosa non certo facile, soprattutto perché molti giocatori, come ha tenuto a sottolineare l’allenatore nel dopo partita, hanno bisogno quasi di essere presi per mano:

“Noi siamo una squadra giovane, con tanti ragazzi e tanti altri quasi mai giocato con la responsabilità da titolare. Finché siamo stati concentrati, abbiamo fatto una grande partita. Appena abbiamo allentato, il Verona ci ha messo in difficoltà. Se si vuole essere una squadra di vertice, bisogna evitare questi cali di tensione”.

Niente di più facile, allora, che situazioni del genere siano destinate a ripetersi. Il rischio è quello di andare incontro a risultati altalenanti o insoddisfacenti. Piaccia o no questa è la realtà delle cose.

Ranocchia e Juan Jesus siamo alle solite

Ranocchia e Juan Jesus sono il futuro e bisogna avere fiducia, certo. L’importante è che giochino con una certa continuità, certo. Devono crescere, certo. Ma quanto deve durare questa crescita? No, perché il tempo passa eppure questi benedetti ragazzi non solo non migliorano, ma a volte ripetono gli stessi errori. Una volta uno, una volta l’altro fanno a turno a sbagliare anche le cose più semplici, o almeno che dovrebbero essere semplici per difensori del loro livello. Non sarà per caso che il posto garantito gli faccia più male che bene? O, a voler essere proprio cattivi (vuoi o non vuoi il dubbio viene per forza) c’è quasi da chiedersi: ma saranno poi così bravi come tutti pensiamo che siano? Per carità, nessuno vuole mettere in dubbio il talento di questi due potenziali campioni, però di questo passo l’Inter rischia di prendere parecchi gol. Non dico 57 come nella scorsa stagione (impossibile battere quel record) ma, insomma, un’altra carrettata sì.

Palacio un esempio per tutti

Prima o seconda punta per lui fa lo stesso: il migliore — e non solo per il rendimento — è sempre Rodrigo Palacio. Esemplare nel mettersi sempre al servizio della squadra facendo reparto da solo e sacrificandosi non poco in funzione degli equilibri in mezzo al campo. Nonostante ciò continua a fare un sacco di gol, spesso pesanti. Fermo restando che per me lui sarebbe da Pallone d’oro se invece che da prima punta giocasse da ala se non addirittura da esterno di centrocampo (un po’ come faceva Eto’o con Mourinho) con l’assenza di Milito ora è lui il giocatore più importante. Uno che per l’impegno e l’umiltà che mette sempre si sta seriamente candidando a diventare un simbolo interista come il Capitano. Se l’Inter di Mazzarri è viva e lotta insieme a noi molti dei meriti sono suoi.

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2 pensieri su “L’Inter che Mazzarri deve ogni volta prendere per mano

  1. Voici

    I gol presi sono da imputare ai singoli, nell’ordine JJ il primo, Naga il secondo, Ranocchia il terzo. Non voglio buttare la croce addosso al giapponese ma è l’unico in cui non vedo margini di crescita. Sugli altri due sono fiducioso.

    Per assurdo significa che la fase difensiva ha funzionato, anche con un centrocampo leggero. Bene.

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  2. Rudi

    Ohibò, a me non sembra che siamo una squadra così giovane.
    Ha giocato Kovacic, sono rimasti a sedere Icardi, Taider, Belfodil, per i quali si sono spesi (investiti) un sacco di soldi.
    A gennaio servirebbe un grande difensore, perché il trio Rolando+Ranocchia+JuanJesus ha concesso una dozzina di conclusioni a una squadra che finirà nel lato destro della classifica.
    La difesa a 3 sta diventando un vincolo tremendo, non avendo palleggiatori a centrocampo le nostre partite restano aperte anche con 3 gol di vantaggio.

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