Contro il Verona alla ricerca della compattezza smarrita

Walter Mazzarri durante Torino-Inter

Sotto pressione perché obbligati a vincere

I punti persi a Torino dopo la batosta con la Roma si fanno sentire proprio adesso, alla vigilia di una partita solo sulla carta abbordabile e che invece bisogna giocare con il peso di una pressione imprevista. L’Inter di Mazzarri deve assolutamente tornare a vincere altrimenti rischia di scatenare il solito consueto psicodramma ogni volta che i risultati cominciano a non arrivare più.

Ma con questo organico Mazzarri non può fare miracoli

Vale a poco ribadire come la rosa sia incompleta e Mazzarri abbia già fatto abbastanza miracoli fin qui. Che cioè da una squadra come quella messagli a disposizione dal nostro caro grande presidente Massimo Moratti non si può pretendere più di tanto. Anzi. Vista la concorrenza, particolarmente tosta, per l’attuale organico forse sarebbe già un successo centrare un posto in Europa League.

Bisogna ritrovare lo spirito di squadra di inizio stagione

Ma tant’è. Come Mazzarri per primo sa benissimo che bisogna arrangiarsi e sperare. E più che nella buona sorte sperare che il gruppo regga la pressione e non si sfaldi strada facendo come è puntualmente accaduto nella scorsa stagione. Ecco: la compattezza. Sarà importante recuperare al più presto quello spirito di squadra che fino a quel gol preso stupidamente nel finale di Trieste — per come la vedo io in quel momento lì si è rotto qualcosa che potrebbe aver avuto ripercussioni nello spogliatoio — aveva permesso all’Inter di Mazzarri di ottenere sempre il massimo.

Più che la forza del Verona conterà la capacità d’attenzione dell’Inter

Al di là della forza dell’avversario, un Verona inaspettatamente quarto e candidato a diventare la sorpresa della stagione, conterà molto quanto la squadra sarà capace di tenere alta l’attenzione, quell’attenzione che a Torino, soprattutto nei primi cinque fatali minuti, è mancata proprio. E l’alibi dell’inferiorità numerica giustifica fino a un certo punto la scarsa reattività mostrata complessivamente contro un avversario ben inferiore.

Provaci ancora, Kovacic

Difficile stavolta capire quale sarà la formazione che ha in mente Mazzarri. Anche perché i possibili ballottaggi sono aumentati con le difficoltà accusate sia in difesa ma soprattutto a centrocampo. Credo comunque che Kovacic avrà finalmente la possibilità di giocare. Mentre in difesa credo che Ranocchia potrebbe di nuovo spuntarla su un rientrante Samuel, a meno che Mazzarri non voglia stravolgere tutto l’assetto difensivo (ma non credo proprio) cambiando ruoli e gerarchie e in quel caso anche Andreolli potrebbe avere la sua chance.

La formazione

Carrizo — Rolando, Ranocchia, Juan Jesus — Jonathan, Guarin, Cambiasso, Taider Nagatomo — Kovacic— Palacio

Il pronostico

Voglio continuare a essere ottimista e anche se prevedo molta — inevitabile — sofferenza, confido molto nella tenuta della difesa che fino a Trieste era stata quasi impeccabile e azzardo una previsione: stavolta non prendiamo nessun gol. Nella speranza che Palacio e Kovacic (perché no?) facciano il resto.

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