La comunità alternativa ma tanto perbene di Papaleo

La locandina del film Una piccola impresa meridionaleScombiccherato, casareccio film underground di provincia, Una piccola impresa meridionale in fondo ha un suo perché. Lo ha nonostante la storia della comunità di scoglionati che il prete spretato Rocco Papaleo (qui alla seconda regia) attira come una calamita regge per modo di dire (sulla distanza mostra evidenti difetti di tenuta complessiva) e anche a dispetto di un buonismo decisamente esagerato e dell’anticonformismo troppo di maniera.

Quasi come se fosse una parodia del morettiano La Messa è finita Papaleo torna al suo paese d’origine e invece di avere il conforto della famiglia è lui che deve aiutare parenti e conoscenti assai più confusi. Così il faro dove si è rintanato per sfuggire alla curiosità dei compaesani diventerà ben presto un rifugio di scombinati in fuga dalle malelingue. Particolarmente riuscito è il personaggio di Scamarcio (il più bravo di tutti per distacco) sensibile e tormentato musicista frustrato che rifiuta di esibirsi ai matrimoni e da tutti additato come cornuto rassegnato (“l’ho presa diciamo con una certa sportività”). A volte fuori registro, invece, la bellissima Barbora Bobulova e poco assistiti dal copione quasi tutti gli altri personaggi femminili.

Ma al di là dei suoi limiti, Una piccola impresa meridionale sembra avere un po’ di freschezza e un pizzico di originalità in più rispetto alla solita commedia italiana standard. Così come, calibrando bene sguardi e pause, Papaleo è bravo nel saper raccontare sottovoce gioie e dolori dei suoi “alternativi” di paese. Non è poco, considerato il livello medio del cinema attuale. Tutti pregi che secondo me possono far dimenticare i difetti. Come per esempio nella parte finale l’intreccio che, come dire, s’intreccia, si incarta. E scivola canonicamente verso un lieto fine (con immancabile retrogusto amaro) parecchio edulcorato. Ma tant’è, almeno Papaleo non bleffa e vola sempre basso: il suo filmetto non è mai pretenzioso e non vuole essere nient’altro che un filmetto onesto e gradevole.

Voto: 6

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Un pensiero su “La comunità alternativa ma tanto perbene di Papaleo

  1. arancioeblu

    È il classico film che definisco onesto: se non ti aspetti niente di più di un paio d’ore gradevoli e a tratti divertenti, Papaleo non delude.
    Meno bello di Basilicata coast to coast, mi è comunque piaciuto, perché, come dici tu, non ha pretese e alla fine gli si perdona anche un finale un po’ troppo perfettino, nonostante alcune prevedibili meschinità.

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