La resistenza privata di un irriducibile vecchio

La locandina del fil Still MineChe c’è di meno cinematografico di una coppia di vecchi e della loro monotona vita quotidiana minata dalla malattia e, soprattutto, dalla burocrazia che si accanisce contro il loro sogno di costruirsi una casa più adatta alle loro necessità? Questo è Still Mine di Michael McGowan, un film che non so se sia più coraggioso o più bello.

Lei ormai ha sempre più spesso angoscianti vuoti di memoria, ma lui non cede alle sollecitazioni dei figli che la vorrebbero far ricoverare in un istituto di cura. Quando però la donna cade dalle scale di casa capisce che (se non vuole perderla) ne deve subito costruire un’altra più sicura nella loro proprietà terriera in mezzo alla natura incontaminata del Canada. Ma il sogno del quasi novantenne maestro di falegnameria di farsi ancora una volta con le proprie mani il nuovo rifugio si infrange contro le regole delle istituzioni pubbliche che pretendono permessi e carte bollate, progetti da approvare e materiali da costruzione da convalidare. Finché l’anziano non sarà costretto a scegliere se rinunciare a tutto ciò a cui tiene o andare in galera.

Magnificamente interpretato da James Cromwell e una Geneviève Bujold che ce la ricordavamo ben più giovane e in film di tutt’altro genere, Still Mine sorprende e incanta per intensità emotiva, spessore psicologico e rigore narrativo. Per profondità dello sguardo e capacità introspettive sembra evocare, soprattutto nei momenti di intimità dell’anziana coppia, quasi il miglior Bergman. Certo, è un film che non concede niente allo spettacolo e richiede inevitabilmente un certo livello d’attenzione. Ma ne vale la pena.

Voto: 8

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