Mazzarri e il centrocampo alla ricerca dell’equilibrio perduto

Il fallo di Pereira commesso fuori area

Il fallo di Pereira commesso fuori area

Una cosa è sicura: la batosta rimediata contro la Roma non cambia certo le prospettive di una squadra con un organico da sesto posto. Cinque altre squadre sono più forti: Fiat, Roma, Napoli, Fiorentina e, mi sento aggiungere (per ragioni extrasportive) anche Mediaset. Mazzarri finora aveva fatto una specie di miracolo, anche se contro la Roma ha sbagliato tutto e alla fine è andato in confusione peggio dei suoi giocatori. A lui va comunque il merito, anche grazie all’impegno del gruppo, di esser riuscito a far giocare la squadra al massimo delle possibilità. Sono arrivati così risultati superiori a ogni aspettativa. Ma già in occasione del black-out nel finale di Trieste, quando l’Inter ha subìto un gol evitabilissimo a gara praticamente  chiusa, qualcosa sembrava essere cambiato. Lì si era forse capito che i primi acciacchi di stagione avrebbero messo a dura prova i faticosi quanto precari equilibri trovati in poco tempo da Mazzarri.

L’assenza di Campagnaro e la… presenza di Guarin

L’assenza di Campagnaro in difesa, lo scarso rendimento di Guarin a centrocampo e l’affaticamento di Palacio e Alvarez  sono stati sufficienti a rimettere in pratica tutto in discussione. Come sa benissimo lui per primo, Mazzarri dovrà rimboccarsi le maniche per rialzarsi e ripartire. E dovrà soprattutto evitare che la brutta figura rimediata contro la Roma (comunque una squadra molto forte e ora come ora forse la più forte d’Italia) pesi più di tanto nelle teste dei giocatori. Proprio ciò, secondo me, che più di ogni altra cosa ha condizionato negativamente la gestione di Andrea Stramaccioni nello scorso campionato. Problemi forse generati dalle ripercussioni psicologiche per alcune sconfitte impreviste ed evitabilissime che potrebbero aver tolto sicurezza e tranquillità alla squadra.

Dopo aver colpito un palo, Guarin tra i peggiori in campo

Dopo aver colpito un palo, Guarin tra i peggiori in campo

Cosa non va: il centrocampo

Con il rientro di Campagnaro non credo dovrebbero esserci problemi particolari affinché la difesa torni ad essere affidabile come lo è stata fino all’errore di Trieste. Stesso discorso per il ritorno di Jonathan, se non altro perché lui è almeno meglio di un Pereira ormai in crisi dopo aver fallito l’ennesima occasione. Mentre in attacco credo sia venuto il momento di dare spazio a chi ha giocato poco o niente. Il problema vero è — qualcuno aveva dei dubbi? — come sempre il centrocampo. Fermo restando che Cambiasso continua a essere giocoforza un punto fermo (da mettere in campo eventualmente anche con le stampelle) sembra proprio che la scommessa Guarin sia, almeno per ora, persa. La fiducia di Mazzarri verso il giocatore, convinto com’è che possa fare la differenza, sembra per adesso mal ripagata, anche se indubbiamente ha tutti i numeri per sfondare. Se in fase offensiva  è abbastanza incisivo non lo è mai o quasi quando si tratta di coprire. La sua indisciplina tattica rappresenta un peso che secondo me il gruppo non sopporta più. Mazzarri farebbe bene a ripiegare, almeno temporaneamente, su altre soluzioni. Kovacic, per esempio, nonostante sia ancora immaturo per poter essere già un titolare a tutti gli effetti, ha assoluto bisogno di giocare e di sentirsi responsabilizzato per poter crescere. Sarebbe un peccato non dargli spazio e non schierarlo proprio nel suo ruolo naturale di mezzala destra. Mentre sulla mediana sinistra bisogna comunque fare di necessità virtù dato che sia Taider che Kuzmanovic sono anche loro due mezze ali destre e devono in qualche modo adattarsi. Mentre non si è ancora ben capito se Mazzarri consideri Mudingayi una possibile risorsa oppure no.

Contro la Roma Mazzarri per la prima volta in difficoltà

Contro la Roma Mazzarri per la prima volta in difficoltà

Cosa va: l’attacco, Mazzarri e, più in generale, lo spirito di squadra

Finché Palacio e Alvarez hanno avuto forza nelle gambe hanno garantito un rendimento quasi insperato. Loro due sono una sicurezza e hanno solo bisogno di tirare un po’ il fiato. Ma in attacco non credo che Mazzarri possa avere gli stessi problemi del centrocampo o in difesa. Icardi per quel poco che gioca ha sempre dimostrato di avere una spiccata tendenza a vedere la porta mentre Milito sta dando segnali incoraggianti e deve solo giocare di più. Così come a Belfodil manca solo il gol per potersi sbloccare definitivamente. Fermo restando però che chi sta funzionando meglio di tutti, se escludiamo la partita completamente sbagliata contro la Roma, è sicuramente Mazzarri. È vero: ha un punto in meno di Stramaccioni. Ma rispetto a quella della scorsa stagione l’Inter di Mazzarri ha uno spirito di squadra mai visto nel recente passato, E se l’allenatore riuscirà a dare più equilibrio al centrocampo è facile prevedere che l’Inter non avrà problemi a ritrovarsi e a fare risultati.

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2 pensieri su “Mazzarri e il centrocampo alla ricerca dell’equilibrio perduto

  1. Rudi

    Con questa rosa devi giocare con la difesa a 3, e a quel punto mostri i limiti sulle fasce.
    L’assetto più convincente, secondo me, prevede due punte (Icardi + Palacio, con Milito a subentrare) con Kovacic o Alvarez alle spalle, Cambiasso, Taider e i due laterali a centrocampo.
    A gennaio servirebbero almeno un laterale destro e un centrocampista in grado di gestire il palleggio e coprire adeguatamente la difesa.
    Ma se vogliamo tornare a vincere, in estate bisogna comprare un grande difensore centrale per tornare alla difesa a 4, e un grande centrocampista in grado di “reggere” Kovacic.

    Detto questo, la Roma è splendida, ha un centrocampo da far brillare gli occhi. L’hai visto il lancio di Strootman per Gervinho?

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