Un’Inter da urlo: soffre, ma non si arrende mai

Se il gol partita lo fa il peggiore in campo è segno che l’Inter di Mazzarri (voto 7 soprattutto per come riesce a gestire l’emotività dei suoi giocatori) è una squadra veramente vincente. E che i tempi bui forse sono solo un ricordo. Di fronte a una Fiorentina tecnicamente più forte e tatticamente impeccabile per buona parte della gara, l’Inter ha messo in campo quello che aveva più degli avversari e cioè il carattere e la voglia di dimostrare che non basta soltanto saper giocare con i piedi per vincere a calcio.

Proprio per questo motivo è una vittoria che vale doppio. Per come è stata caparbiamente cercata, per il valore dell’avversario e per quello che rappresenta in prospettiva. L’Inter di Mazzarri sta crescendo a vista d’occhio e, quello che è più importante, non ha più paura. Non ha più paura degli avversari ma soprattutto di se stessa. E ha fatto ritrovare a noi tifosi l’entusiasmo dei giorni migliori, quegli urli liberatori di mourinhiana memoria.

Montella l’aveva impostata bene la gara, tenendo i ritmi bassi e facendo girare a vuoto il centrocampo nerazzurro con un possesso palla asfissiante e improvvisi lanci in profondità. A voler far il conto delle occasioni ne ha avute sicuramente di più la Fiorentina e il vantaggio è sembrato più che meritato. Ma dopo il gol di Rossi su rigore l’Inter sembra essersi improvvisamente sbloccata. Mazzarri ha prima inserito un più reattivo Kovacic (voto 6,5) rispetto a un insolitamente spaesato Taider (voto 5) e, a furor di tribuna, sostituito un Guarin (voto 4) mai entrato in partita (e alla fine fischiato) per Icardi (n. g.) che pur non toccando praticamente palla è servito a dare più peso in area. Ma determinante è stato secondo me lo spirito di squadra. Bellissimo il gol in mischia del pari di un Cambiasso  (voto 7) con una ripresa da protagonista assoluto. Ma ancora più bello quello di Jonathan (voto 6,5 ma solo per il gol) che pescato da un assist bellissimo di un a tratti perfino stoico Alvarez (voto 6,5) solo in area prima sbaglia un controllo facile facile e poi si inventa una rasoiata sotto l’incrocio che cancella improvvisamente tutti gli orrori commessi fino a quel momento. Un po’ meglio di lui è andato Nagatomo (voto 6 ma solo per la voglia che ci mette) e comunque i due esterni sono stati il vero punto debole. Positivo, per quei pochi minuti che ha giocato, Pereira (voto 6) troppo egoista però a non servire Palacio (voto 6) in un contropiede che avrebbe chiuso la partita senza dover soffrire così tanto nel finale.

Mentre in difesa il migliore mi è sembrato ancora una volta Campagnaro (voto 7) solito trascinatore da par suo che almeno in un paio di occasioni ha risolto situazioni complicate. Ranocchia (voto 6,5) forse più lucido di Juan Jesus (voto 6) che ha provocato un rigore evitabile. Ottimo come al solito Handanovic (voto 6,5) tranne l’occasione in cui gli è scappato di mano il pallone e ha rischiato un clamoroso autogol.

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Un pensiero su “Un’Inter da urlo: soffre, ma non si arrende mai

  1. francesco

    copioincollo ciò che ho scritto da Rudi:

    adesso che sono a casa posso scrivere al meglio.

    torno dopo 40 giorni a San Siro

    io non so cosa abbiate visto voi da casa, ma giuro che non so da quanti anni non uscivo così emozionato e senza voce dal San Siro. il gol del 2 a 1 è stata una roba pazzesca. si è passati da una quasi palla persa nella nostra metà campo ad un rovesciamento di fronte improvviso e fortunato, con un tiro che se viene replicato 10 volte finisce nella nord stasera chiusa dal giudice sportivo.

    la squadra c’è: è solida, compatta, corta, ed anche un pò fortunata. cosa che nel calcio non guasta di sicuro. la formazione iniziale è stata sbagliata solo per un motivo: avevamo di fronte un’ottima squadra. se avessimo giocato contro una squadra da secondo lato della classifica non saremmo a fare questa analisi.

    parlandoci chiaro, il risultato più giusto era un pareggio. i cambi sono stati azzeccati, ma stiamo parlando di ragazzi giovanissimi entrati freschi che avevano di fronte i viola che comunque avevano giocato a buon ritmo per più di un’ora. non so cosa e quanto avrebbero reso dall’inizio.

    onore a Mazzarri, capace di smentire qualche mia perplessità iniziale. 13 punti in 5 partite: nessuno di noi l’avrebbe pronosticato

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