Sacro Gra, quando un documentario è un vero capolavoro

La locandina di Sacro GraMai amato i documentari. Ma Sacro Gra l’ho trovato bellissimo. Bellissimo prima ancora che straordinario per la capacità di mettere a fuoco gli esclusi. Per la maniera, in particolare, di raccontare gli ultimi e, soprattutto — i più soli — attraverso un racconto incerto e involuto fatto di pochi dettagli, improvvisi squarci di paesaggi che stordiscono e frasi lasciate a metà, dove i silenzi e il non detto sono più importanti delle semplici parole di circostanza.

Un documentario che fa pensare a Rossellini, all’impegno civile di una volta, a una sensibilità estrema verso quello che ci circonda e a un’attenzione sociale davvero insolita per i tempi attuali: tutte cose che messe insieme diventano miracolosamente qualcosa che colpisce e rimane impresso.

Sacro Gra di Gianfranco Rosi è un film sorprendente, a tratti struggente fino alla commozione per come riesce a rendere quasi universali piccole storie di grandissima rassegnata solitudine e inconsolabile disperazione. Insomma, per me Sacro Gra assomiglia molto a un vero e proprio capolavoro. Un film che chiunque ami sul serio il cinema (quello vero) deve assolutamente vedere.

Voto: 9

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