Il vantaggio di non avere niente da perdere

Walter Mazzarri

Sulla carta non c’è partita. Troppo superiore il dislivello tecnico e la differente esperienza. Ma l’Inter di Mazzarri deve almeno provarci. E sicuramente lo farà. Anche se non sarà facile. Ma dopo il buon (inaspettato) inizio di campionato Mazzarri potrà giocarsi con relativa tranquillità il credito fin qui accumulato. Nel senso che dovesse andare male non credo che noi tifosi ce la prenderemmo più di tanto. Capiremmo, insomma, il momento e guarderemmo — giustamente — avanti. Anche perché questo è: non c’è alternativa. L’importante allora è che la squadra continui a dare nuovi segnali di crescita. È questo in fondo l’obiettivo minimo cui puntare in questa stagione per forza di cose di transizione.

Ma le ombre del post Triplete rimangono e continuano a pesare

L’ennesima, sì. Per colpa di una gestione societaria sconsiderata e per certi aspetti al limite del patologico. La necessità di un drastico ridimensionamento finanziario, infatti, non basterà mai a spiegare e men che mai a giustificare scelte spesso assurde e in qualche caso decisamente autolesionistiche. Come se ci fosse stata una precisa volontà a farsi quasi del male. Un giorno forse i Moratti (o lo stesso Branca che è quello ad aver fatto le figure peggiori) si degneranno di raccontarci cosa sia effettivamente successo dopo il Triplete, perché l’involuzione suicida che c’è stata per me continua a rimanere un mistero. Troppe cose non tornano. Rimangono troppi punti interrogativi senza risposte plausibili, troppi errori tutti insieme e tutti in una volta poi. Così come continua ad essere decisamente troppo semplicistico scaricare ogni responsabilità sul povero Rafa Benitez (e tutti gli altri che hanno fatto la sua stessa fine). Ci sono ancora troppe cose inspiegabili, quasi come — tanto per fare un paragone in tema con la partita di oggi — ai tempi di Calciopoli prima che uscissero fuori le intercettazioni. Io almeno la vedo così.

L’Inter di Mazzarri giocherà come una provinciale e non concederà niente

Che partita sarà? Sempre sulla carta, è facile prevedere un’Inter preoccupata soprattutto di non scoprirsi più di tanto e che proverà a far male di rimessa non appena la squadra della Fiat dovesse concedere un po’ di spazio per le ripartenze. Anche perché, come Mazzarri sa molto meglio di noi, sarebbe l’unico modo per evitare di prendere dolorose imbarcate. Ragion per cui, a maggior ragione che avrà di fronte la più forte, l’Inter di Mazzarri dovrà giocare di nuovo come ha già fatto con il Genoa e al Massimino e cioè come una provinciale, con l’umiltà (e la grinta) di una provinciale che — dovesse hai visto mai venir fuori anche l’occasione giusta — proverà a fare, perché no, anche il miracolo. Mi auguro allora che San Siro capisca la situazione e dia quel sostegno di cui la squadra avrà sicuramente parecchio bisogno. Non è questo il momento delle recriminazioni e dei rimpianti. L’Inter di Mazzarri ha assoluto bisogno di sentirsi accettata dal suo pubblico, solo così potrà dare il massimo e crescere di partita in partita.

Taider l’uomo in più?

Fermo restando che Cambiasso e Guarin giocheranno sicuramente, sono curioso di vedere chi tra Kovacic, Taider e Kuzmanovic sarà il terzo di centrocampo. Mazzarri dovrà valutare chi dei tre, a seconda delle loro caratteristiche, gli potrà essere più utile. Dipendesse da me non avrei nessun dubbio a puntare tutto su Taider. Nella mia formazione ideale di questa Inter manderei in panchina Cambiasso e farei giocare Taider al posto suo con Guarin e Kovacic a fare le mezze ali. Altro dubbio di Mazzarri sarà quello della seconda punta. Se rischiare oppure no di giocare con due attaccanti. Almeno all’inizio, secondo me darà fiducia di nuovo ad Alvarez. Poi, semmai, si vedrà.

La formazione

Handanovic

Campagnaro
Ranocchia
Juan Jesus

Jonathan
Guarin
Cambiasso
Taider
Nagatomo

Alvarez
Palacio

Il pronostico

Sia chiaro, sulla carta non avrei problemi a firmare per un innocuo e tutto sommato indolore 0-0. Credo comunque che vedremo pochi gol (e poche occasioni) e molto agonismo. Mi auguro che Orsato si dimostri all’altezza. Anche perché ad arbitrare meglio di Rocchi (o Tagliavento e altri di quel genere lì che conosciamo purtroppo così bene) non ci vuole poi molto.

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2 pensieri su “Il vantaggio di non avere niente da perdere

  1. Francesco Neroazzurro

    Che giochi ancora Cambiasso titolare dal primo minuto, ormai immobile e inutile, è un vero scandalo, non riesco veramente a capacitarmi…Mazzarri proprio Kovacic non lo vede c’è poco da fare, e pensare che ci abbiamo investito fior di soldi e rischiamo di rovinarlo e basta…Mazzarri andrà pure bene per cercare di fare meglio dell’anno scorso, ma secondo me in futuro ci vuole un tecnico ben diverso se veramente vogliamo tornare a vincere qualcosa…

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