Panebianco e i magistrati da “rieducare”

Il professor Angelo Panebianco

Il professor Angelo Panebianco

Sul Corriere della sera continua l’opera di rovesciamento della realtà. Dopo l’editoriale di ieri firmato da Sergio Romano c’è oggi quello di Angelo Panebianco. Stavolta la tesi, altrettanto singolare, è che la magistratura sia il vero problema della democrazia in Italia perché essendo un potere molto forte e quindi difficile da tenere sotto controllo impedisce a Berlusconi e quelli come lui di fare politica. Ragion per cui bisogna assolutamente riformare la giustizia in modo tale che i magistrati non siano più liberi di indagare come e quando vogliono qualsiasi reato. E soprattutto, sostiene l’editorialista del Corriere della sera, la magistratura va assolutamente “rieducata”. A partire direttamente dalle fonti giurisprudenziali e cioè attraverso una necessaria modifica dei corsi universitari:

Si incida sulle competenze, e sulle connesse «mentalità», di coloro che andranno a fare i magistrati (ma anche gli amministratori pubblici). Si iniettino dosi massicce di «sapere empirico» in quei corsi. Si riequilibri il formalismo giuridico con competenze economiche e statistiche, e con solide conoscenze (non solo giuridiche) delle macchine amministrative e giudiziarie degli altri Paesi occidentali. Si addestrino i futuri funzionari, magistrati e amministratori, a fare i conti con la complessità della realtà. È ormai inaccettabile, ad esempio, che un magistrato, o un amministratore, possano intervenire su delicate questioni finanziarie o industriali senza conoscenze approfondite di finanza o di economia industriale. È inaccettabile che gli interventi amministrativi o giudiziari siano fatti da persone non addestrate a valutare l’impatto sociale ed economico delle norme e delle loro applicazioni. Il diritto è uno strumento di regolazione sociale troppo importante per lasciarlo nelle mani di giuristi puri.

Insomma, secondo il professor Panebianco gli interessi economici devono necessariamente prevalere sul diritto e sui diritti. Non so se definire un’analisi del genere delirante sia passibile di diffamazione, ma resta il fatto che io non trovo altri aggettivi per commentare quello che c’è scritto sulla prima pagina del Corriere della sera.

Panebianco propone per i magistrati una rivoluzione culturale in stile Mao Tse-tung

Sul Corriere della sera oggi Panebianco propone per i magistrati una rivoluzione culturale in stile Mao Tse-tung

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3 pensieri su “Panebianco e i magistrati da “rieducare”

  1. In Bocca Al Lupo Express

    Un amico una volta mi disse che in America se sostieni che il sistema economico deve essere al servizio del cittadino vieni tacciato di socialismo: è il cittadino che deve essere al servizio del sistema economico.

    Se sostituiamo “sistema economico” con “partito”, siamo a Stalin. Se ci infiliamo “patria”, parliamo di fascismo. Se ci mettiamo “corano”, siamo ai talebani. Secondo questo tipo di pensiero, quello che è sbagliato non è il fondamentalismo in sé, quanto ciò verso cui è eventualmente rivolto. Un altro modo per dire “io ho ragione e tu torto”, invece di parlarsi.

    Poi si lamentano quando ottengono certe reazioni.

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  2. googoogoojoob

    dice pure che una parte (per fortuna) degli elettori di sinistra considera i magistrati delle semi-divinità. il che, leggendo da anni il tuo blog, pare abbastanza vero, devo dire la verità.

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