De Niro e Travolta sanguinari pacifisti

La locandina di Killing Season

Davvero curioso voler trasmettere una mezza specie di messaggio pacifista con una parossistica e compiaciuta truculenza come tenta di fare Killing Season di Mark Steven Johnson e con Robert De Niro e John Travolta. Ma si sa, gli americani, soprattutto quelli di Hollywood, sono così: sono spesso, diciamo, stravaganti. E vabbè.

Come idea poi, quella dei due reduci di guerra che si infliggono inaudite sofferenze nel tentativo di uccidersi a vicenda, non è certo molto originale. Se non fosse però che il solito duello (all’americana) di due selvaggi (all’americana) immersi nella natura selvaggia (all’americana) avviene tra due grandi attori (americani e all’americana) come De Niro e Travolta, le cui presenze dovrebbero quantomeno giustificare la visione se non proprio dare un senso al film. Dovrebbero ma a me non è sembrato così. Perché ben presto, dopo essersi sviluppata in maniera abbastanza credibile, la storia diventa iperbolicamente fumettistica nei suoi eccessi di violenza e troppo inverosimile, come quegli eroi di carta che vengono sempre feriti più o meno gravemente ma due-tre tavole dopo sono già miracolosamente risorti e di nuovo pronti a menare le mani o fare a pistolettate. Come dire, Killing Season è un filino esagerato.

Tutto già visto, insomma, dato che ultimamente questo passa di solito il cinema dei grandi numeri, tranne il finale (questo sì) decisamente inatteso viste le premesse che sembravano dovessero indirizzare il corso degli eventi in un’inevitabile direzione. Tenendo presente gli aspetti negativi (parecchi) e quelli positivi (De Niro e Travolta fanno pure sempre la loro parte) c’è da chiedersi se valga la pena di vedere una cosa così e secondo me la risposta è no.

Voto 4

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