Michelino Serra e la parola che proprio non gli viene

Michele Serra

Michele Serra

Dai Miché che alla fine prima o poi ce la fai

Sono anni che Michele Serra nella sua rubrica quotidiana L’amaca sulla Repubblica si arrampica tutti i giorni sugli specchi per cercare di trovare le parole giuste per definire la sinistra italiana senza riuscirci mai. Ma io lo so che Michelino ce la farà. Prima o poi ce la farà. Lo so perché è un grande intellettuale di sinistra e un grande intellettuale di sinistra prima o poi le parole le trova. Anche perché di parole da dire ne basterebbe solo una. È solo una questione di tempo, insomma. E bisogna avere pazienza. Ma vedrete che prima o poi anche al nostro Michelino — prima o poi — quella parolina verrà in mente, quella parolina che definirebbe secondo me senza nessuna ombra di dubbio Giorgio Napolitano, Dario Franceschini e i 101 del Pd.

Dai Miché che è facile

Lo so che quando si tratta di parlare del Pd o di giornalismo per te che sei sempre stato un militante del Pci-Pds-Ds-Pd-ocomecazzosichiameràdomani e che tra l’altro collabori per un giornale come la Repubblica che fa il tifo per Napolitano e per il Pd diventa umanamente difficile trovare le parole giuste. Ma io ti conosco, conosco la tua invidiabile intelligenza e capacità di analisi e so che ce la puoi fare. So che puoi benissimo trovare prima o poi il coraggio di trovare e scrivere quella parola che proprio non ti viene o che forse comprensibilmente rimuovi.

Eppure è semplice, credimi

Se non riesci a capire come mai e perché quelli del Pd si comportino così magari è perché non vuoi ammettere l’evidenza delle cose. La dolorosa evidenza delle cose. Che sono molto più semplici di tutti i tuoi spesso spericolati equilibrismi dialettici che, ammettilo, non portano mai da nessuna parte. E cioè che quelli del Pd sono semplicemente dei — scusami per la crudezza, ma non essendo un intellettuale non sono abituato a tanti giri di parole — mascalzoni. Ma-scal-zó-ni. E cioè, copio e incollo dal vocabolario: chi si comporta in maniera disonesta, falsa, vile e senza scrupoli. Come quando, cito le prime cose che mi vengono in mente, hanno accettato di far sospendere i lavori parlamentari per protestare contro la magistratura che perseguita il povero Berlusconi. O come quando hanno tolto al Parlamento voce in capitolo all’acquisto degli indispensabili F35. O come quando hanno votato contro la sfiducia al ministro Alfano che non sapeva niente della “deportazione” di moglie e figlia di un dissidente politico. Vado avanti? No, meglio di no, c’è da vergognarsi solo a scriverle. Ma insomma, Miché, sono o non sono dei mascalzoni? Miché, dico a te. Sono o non sono dei mascalzoni?

Miché, per favore, dillo

Ora che anche tu hai ritrovato la parola che non proprio non ti veniva in mente, ti prego, ti scongiuro. Per favore: scrivila pure tu questa parola. Prima di andare in pensione, però. Perché, lo ammetterai, dopo non vale. Saresti veramente una (scusa il termine) merda a dirlo dopo, un po’ come Veltroni che ha confessato di aver fatto finta di essere stato comunista per trent’anni e più.

L'amaca di Michele Serra

Sulla Repubblica di oggi l’ennesimo corsivo di Serra per giustificare il Pd

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6 pensieri su “Michelino Serra e la parola che proprio non gli viene

  1. francesco071966

    Ci sono tanti Michele Serra in Italia caro Segnale. Alla stessa stregua sono un Michele Serra pure io che il PD l’ho votato e pure abbastanza convinto.
    il problema e’ stato ed e’ l’assenza di alternative. Non voterei mai cinquestelle, non voterei mai Ferrero, votare SEL significherebbe turarsi almeno una settimana prima.
    Questa societa’ nata dalle ceneri del drive-in e ok il prezzo e’ giusto non ha alcun valore di riferimento che la priorita’ individuale. E’ scomparsa la cultura cattolica e quella comunista, i partiti tutti oggi o sono partiti/persona o coacervi rissosi e autoreferenziali. Non esiste più’ speranza alcuna.

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    1. segnaleorario Autore articolo

      Bè, sono due posizioni secondo me decisamente diverse del far parte del Pd: tu intanto hai il tuo lavoro mentre Serra è un libero pensatore che viene pagato per scrivere le sue riflessioni su un giornale tra l’altro pessimo e che, incidentalmente, fa il tifo per Napolitano e per il Pd.

      Oh, che poi sia chiaro: apprezzo Serra fin dai tempi di Cuore e tanto di cappello per la sua carriera (ecco, sarebbe ora di cominciare a usare le parole giuste) politica come giornalista militante del Pci-Pds-Ds-Pd-ocomecazzosichiameràdomani. A maggior ragione mi aspetto da lui non dico tanto ma almeno un po’ di onestà intellettuale in più.

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  2. Rudi

    Sono più di vent’anni che penso di Serra tutto il bene possibile. Come di Nanni Moretti, per intenderci.
    L’arrampicarsi sughli apecchi è penoso, un insulto alla sua intelligenza, ma questo Paese non ha più ua sinistra degna di questo nome, e ognuno cerca di salvarsi come può.
    A me non sembra gli manchi l’onestà intelletuale, quanto il coraggio – la voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria – di remare controcorrente.

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