Obbligherei Enrico Bondi a fare il metalmeccanico

Il commissario dell'Ilva Enrico Bondi

Il commissario dell’Ilva Enrico Bondi dice che a Taranto si fuma troppo

Sono di sinistra e continuerò a sentirmi di sinistra anche se sono rimasto (e presumibilmente lo sarò forse per sempre) senza più un partito perché secondo me, dopo le bestialità sostenute in un presunto dossier a proposito di inquinamento e tumori a Taranto, uno come il commissario dell’Ilva Enrico Bondi in un Paese appena appena civile dovrebbe essere mandato immediatamente dove so io. In pensione? No. Troppo comodo. Il contrario, semmai.

D’accordo, ha 78 anni ed è quella la prima cosa che gli si vorrebbe augurare e cioè che se ne vada il più presto possibile in pensione che è meglio. Ma è pur vero che Enrico Bondi a 78 anni nemmeno prova un minimo di vergogna a sostenere certe bestialità. Bestialità che umiliano e offendono un’intera città costretta a morire per il lavoro. No.

Sono di sinistra perché credo sia giusto che in un Paese appena appena civile uno come Bondi venga immediatamente obbligato a lavorare. Sarebbe secondo me la condanna peggiore, altro che pensione (tra l’altro d’oro) per chi come Bondi ha passato tutto il tempo a comandare e stop. Così magari per la prima volta, hai visto mai, chissà che non cominci a capire pure lui — anche a 78 anni, perché no? — qualcosa della vita. Soprattutto se poi venisse mandato a lavorare proprio dove dico io e cioè all’Ilva di Taranto. Come metalmeccanico, però. Con un contratto a termine. Ovviamente, sia chiaro, senza che nessuno lo obblighi mai a fumare. Non sia mai gli venisse un cancro.

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