Berlusconi chiude il Parlamento, il Pd si spacca e Civati… si astiene

Berlusconi chiude il Parlamento? Bindi, Civati e Gentiloni si sono astenuti

Ogni giorno che passa siamo costretti ad alzare la soglia minima sotto la quale non possiamo ritenerci più un Paese democratico. Ogni volta a dire: questo è proprio troppo. Oppure: adesso si è veramente superato ogni limite. O: adesso basta, è ora di finirla con questa vergogna. Invano. Per anni  e anni. Funziona così, ormai, da venti e passa anni. E gli effetti, di destra o sinistra che uno sia, sono evidenti agli occhi di tutti.

Il fatto poi che il Pd si sia spaccato di fronte a una proposta inaccettabile e irricevibile come l’ordine di Berlusconi di sospendere i lavori del Parlamento, secondo me è ancora peggio. Perché di fronte a situazioni pericolosamente antidemocratiche come la manifestazione del Pdl davanti al palazzo di giustizia di Milano o la chiusura del Parlamento c’è davvero poco da discutere e bisogna soltanto preoccuparsi di difendere a tutti i costi le regole e, se necessario, opporsi in ogni modo e con ogni mezzo contro chi mette in discussione la Costituzione. Il fatto stesso che il Pd prenda solo in considerazione la possibilità di poter mediare con Berlusconi un atto eversivo del genere è qualcosa di veramente inaudito. Qualcosa che fa pensare davvero tutto il male possibile di un partito evidentemente gestito e controllato da autentici delinquenti. I fatti parlano chiaro e si commentano da soli: non c’è altro da dire.

Su questioni così drammaticamente serie come l’atto eversivo messo in atto da Berlusconi con la complicità di parte del Pd bisogna immediatamente scegliere da che parte stare, se dalla parte della democrazia o contro la democrazia. E francamente, visto a che punto siamo, ormai c’è ben poco da scherzare. L’Italia è chiaramente sull’orlo di un baratro e le chiacchiere stanno a zero. E se Civati, pur essendo uno di quelli che non hanno detto sì a Berlusconi alla fine non ha votato contro la sospensione dei lavori parlamentari ma per spirito di partito si è solo astenuto, allora mi cadono veramente le (per non dire altro) braccia:

Ci siamo astenuti, oggi, con Michela Marzano, Franco Cassano, Antonio Decaro, Marco Di Maio, Davide Mattiello, Luca Pastorino e altri.

Fuori dall’aula sono rimasti Rosy Bindi e Sandra Zampa, Paolo Gandolfi e Paolo Gentiloni.

Non per distinguerci, come ha detto qualcuno (che non si rende conto che personalmente mi sono distinto quando la questione si era posta all’inizio, diciamo), ma perché siamo preoccupati. Moltissimo. Come credo lo siano anche gli altri, anche quelli che hanno votato a favore.

P.S.: lo so che state pensando che bisognava votare no. E avete ragione. Solo che siamo nel Pd, in un gruppo, e cerchiamo da sempre di spostarlo su posizioni diverse. E speriamo ancora di farcela.

No, io non ho più parole, davvero. Con tutta l’immutata stima che ho nei confronti di uno serio e preparato come Civati, onestamente non capisco che senso possa avere questo masochistico quanto autolesionistico traccheggiamento per cercare di rimanere a tutti i costi dentro un partito che non è e non potrà mai essere il suo. Così come mi preoccupa non poco la scarsa evidente percezione che nel Parlamento si ha della gravità della situazione e dei pericoli che la nostra democrazia (o quello che rimane) sta seriamente correndo.

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