L’urlo nerazzurro: Ranocchia-Isla, scambio alla pari come se l’Inter fosse l’Atalanta

L'urlo nerazzurro

Premessa: lo (ri)scrivo a uso e consumo di chi passasse di qui la prima volta e leggendo queste righe possa fraintendere il senso di questo post, pensando magari di essere finito su un blog antinterista. Non è così. Questo è un blog interista che proprio perché ama molto l’Inter crede sia ormai diventato indispensabile opporsi in qualche maniera alla follia autodistruttiva di Massimo Moratti che sta riportando l’Inter ai suoi minimi storici.

Ulteriore premessa: per la serie “Caro Moratti adesso basta” o per meglio dire “Per favore, ricoverate Moratti“, post in cui penso di aver spiegato le ragioni del mio diciamo così astio di tifoso nerazzurro verso una dirigenza in stato confusionale e patologicamente autodistruttiva, dico subito a scanso di equivoci di esser perfettamente consapevole che da qui ad agosto i media ci ammattiranno sparando ogni giorno acquisti su acquisti il più delle volte ovviamente improbabili. Ma tra questi presunti acquisti ci saranno anche quelli che purtroppo finiranno veramente all’Inter. Tanto meglio allora protestare subito e contestare sul nascere scelte ridicole della società invece di farlo a cose fatte. La mia, insomma, è un’incazzatura preventiva. Una specie di rubrica che chiamerò L’urlo nerazzurro e che dedico naturalmente al nostro caro grande presidente Massimo Moratti.

L’urlo nerazzurro di oggi è la provocazione della Gazzetta di un possibile scambio alla pari Ranocchia-Isla. A loro il futuro centrale della nazionale, a noi uno scarto. Senza spendere un euro. Facile, no? Come se l’Inter fosse l’Atalanta

Mi auguro che Walter Mazzarri come prima cosa smentisca l’ipotesi avanzata dalla Gazzetta (leggi Fiat) di uno scambio Ranocchia-Isla. Solo chi non capisce un cazzo di calcio potrebbe fare un regalo del genere a quelli là. Lasciamo perdere il deludente rendimento del nerazzurro ben al di sotto delle sue possibilità, non è questo il punto. Anche se Ranocchia finora non ha convinto ciò non significa niente: l’ipotesi di uno scambio alla pari (sic) rimane comunque una provocazione bella e buona nel momento in cui si vorrebbe mettere sullo stesso piano un campione (potenziale o inespresso non importa) con un buon giocatore sicuramente di categoria come Isla ma che non diventerà mai — questo è poco ma sicuro — un campione. Quindi di che stiamo parlando? Chi vogliamo prendere per il culo? Perché la Gazzetta si comporta così? E, soprattutto, perché l’Inter si fa trattare così?

La provocazione della Gazzetta ripropone ancora una volta il problema dei rapporti con i media: solo uno come Massimo Moratti può accettare di farsi trattare così. Di farsi cioè prendere palesemente per il culo così. Perché solo un fesso accetterebbe anche solo di prendere in considerazione l’ipotesi di scambiare il miglior centrale della sua generazione con un terzino che alla sua prima vera stagione importante ha dimostrato di non essere da grande squadra. Di che stiamo parlando allora? O forse per la Gazzetta dello sport ormai l’Inter non è più da ritenere una grande squadra? E Moratti che dice? Che ne pensa il nostro caro grande presidente di questi  poco simpatici giornalisti?

Annunci

7 pensieri su “L’urlo nerazzurro: Ranocchia-Isla, scambio alla pari come se l’Inter fosse l’Atalanta

  1. natrium

    Rapporti con i media: indagine per omicidio colposo anche per una coppia “anonima” di fratelli e si può dire solo in Sardegna e nelle acque limitrofe.
    Va bene tutto ma le stronzate calcistiche accantoniamole ogni tanto.

    Mi piace

  2. googoogoojoob

    La Gazzetta leggi Fiat è bellissima. L’house organ delle strisciate milanesi, con il vicedirettore che su Twitter fa le battute sugli scudetti della Juventus. Certo, le vette di Repubblica (“Moratti, il volto buono del capitalismo italiano”) non le hanno mai toccate, me ne rendo conto.

    Mi piace

  3. segnaleorario Autore articolo

    Il nipote di Gianni Agnelli e leader della famiglia che regge il Lingotto non è nuovo a incursioni nel settore. Quattro anni fa mise il suo imprinting su La Stampa – il quotidiano della Fiat – scegliendo il direttore Mario Calabresi. E l’anno scorso, facendo valere il 10,3% di Fiat che Sergio Marchionne pareva snobbare, è tornato al centro dei giochi su Rcs, rivitalizzando l’asse con Mediobanca e spendendosi per nominare ad Pietro Scott Jovane, ex Microsoft che molto stima e che sta faticando nel ristrutturare il gruppo. Tra due mesi la quota di Fiat in Rcs anzi aumenterà.
    (“Elkann sempre più editore. Rcs trova News Corp”, la Repubblica, 24 maggio 2013)

    Mi piace

  4. daniele

    Con La Gazzetta ho smesso quando, quest’inverno, iniziò una disgustosa campagna a favore del “colpo” Schelotto. Sul caso Schelotto ho “misurato” il sabotaggio mediatico di diverse testate (Sport Mediaset, tra le altre), ma anche – inutile negarlo – la deficienza della società

    Mi piace

I commenti sono chiusi.