Ernesto Galli Della Loggia e il Pd ancora troppo di sinistra

Ernesto Galli della Loggia

Il governo (parte del governo compreso il ministro dell’Interno) scende in piazza a Brescia contro la magistratura e un processo viene riscritto il giorno prima in tv (a proposito: e l’ordine dei giornalisti che dice?) mentre la crisi economica continua a destare non poche preoccupazioni e l’emergenza lavoro attanaglia l’intero Paese ma per il professore Ernesto Galli Della Loggia oggi il problema vero dell’Italia è che il Pd sia ancora troppo di sinistra.

Sì, avete letto bene, per l’editorialista del Corriere della sera (io infatti mica me la prendo con Galli Della Loggia, no: io me la prendo con chi compra il Corriere della sera) la principale questione di oggi è che il Pd — tra l’altro definitivamente trasformato, a detta di tutti, ormai in una nuova Dc — sia ancora troppo di sinistra.

Mi preme allora dare un consiglio, più che lanciare un vero e proprio appello, a tutte le forze dell’ordine quotidianamente impegnate nella lotta alla piccola e grande criminalità: perquisite chiunque vada in giro per strada con il Corriere della sera. Sicuramente si droga.

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4 pensieri su “Ernesto Galli Della Loggia e il Pd ancora troppo di sinistra

  1. Marcella Nesset

    Della Loggia fa l’intellettualozzo, scomodando Tocqueville in modo molto improprio e arzigogolando concetti. Ma la gente ha fame – perdonate la mia infantile analisi – e se non si daranno risposte concrete, rapide, ma soprattutto SERIE, lo vedremo molto presto il terremoto politico italiano.
    Quanto al Corriere della Sera, si può soltanto dire che fodera in modo eccellente la lettiera del gatto. Ma anche per pulirci i pennelli dalla vernice non è male.

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  2. Voici

    Sono d’accordo!
    Con Della Loggia, naturalmente.
    È ora di dare una svolta definitiva al PD e alla sua politica. Troppo pesante l’impronta del passato, troppo riconoscibile la genesi sinistra del partito. Così non saremo mai forza di governo, si cambi strategia.

    Si cominci dal nome; innanzitutto via la parola partito, ricorda troppo partigiano, di parte, e noi vogliamo essere di tutti.
    Democratici Coerenti, Democratici Certi, Democratici Convinti, potrebbero fare al caso nostro, se poi anche la parola Democratici dovesse richiamare alla memoria l’infamante sinistra, ci si limiti a Di Centro.

    Anche il simbolo dovrebbe essere qualcosa di nuovo, qualcosa che dia il senso di discontinuità, finalmente. Suggerisco un campo bianco a forma di scudo che rappresenti forza e argine contro la deriva populista della destra e, se non è troppo, un vago spazio rosso per rappresentare i nostalgici sopravvissuti, magari a forma di croce, così da rappresentare i credenti. Il tutto circondato da un area azzurra, il colore della nazionale che tutti ci rappresenta.

    Ecco, togliamo il velo all’ipocrisia. Guardiamo in faccia la realtà. Affrontiamo, finalmente, il futuro, con la fondata speranza di governare per i prossimi cinquant’anni.

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  3. Marcella Nesset

    @ Voici:
    … già, ritorniamo allo scudo crociato, il quale se potesse parlare direbbe “Come passa il tempo, eppure sai che mi sembra di essere sempre stato qui?”

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