Quel caso umano di Timothy Ormezzano

Timothy Ormezzano caso umano

Fare il giornalista in Italia non è per niente facile. Innanzitutto perché non è mai un mestiere che si fa per scelta, ma è sempre o quasi sempre un ripiego da parte di chi è evidentemente inabile a svolgere un lavoro che sia uno, normale. E perché poi per riuscire a portare a casa la pagnotta e tirare a campare tra stenti e sacrifici questi benedetti giornalisti sono costretti a scrivere di tutto e di più. Anche cazzate, tantissime cazzate. Anche cose false e a volte perfino totalmente inventate. Cose talmente assurde da far apparire questi poveri cristi costretti a fare i giornalisti (perché altro non saprebbero fare) il più delle volte veramente patetici. Umanamente patetici, prima ancora che professionalmente imbarazzanti.

È un po’ quello che mi è venuto in mente leggendo sulla Repubblica (sic) l’articolo di Timothy Ormezzano (sarà per caso, come succede spesso nei giornali, figlio… d’arte?) sul presunto tentativo della squadra della Fiat di battere — ma pensa un po’ tu — il record di punti stabilito nel campionato 2005/06. Il record di punti stabilito nel campionato 2005/06? Ma nel campionato 2005/06, caro Timothy Ormezzano, chiunque non sia sotto gli effetti di sostanze stupefacenti sa benissimo che non fu battutto nessun record. Nel campionato 2005/06 la squadra della Fiat fu retrocessa. Re-tro-ces-sa. Insomma, andò — anche se mi rendo benissimo conto che per molti italiani sembra una cattiveria solo ripeterlo — in Serie B. Prima o poi però bisognerà pure farsene una ragione.

Informati caro Timothy Ormezzano, mi verrebbe da dire non prima di aver pronunciato una serie di insulti per la sua, diciamo così, scarsa professionalità, senza parlare poi della poca obiettività e nessun rispetto dei fatti. Ma, dico la verità, è stato solo un momento di comprensibile debolezza. Mi sono subito trattenuto dal farlo. Perché? Beh, perché è prevalso in me una sincera e umana comprensione nei confronti di chi è meno fortunato di tutti noi e per sopravvivere in questo mondo davvero difficile è costretto ad accettare lavori così umilianti e per di più, a volte, a subire anche gli insulti di chi forse troppo superficialmente è ignaro dei veri e propri casi umani che si nascondono dietro questi “servizi” giornalistici. Come è sicuramente il caso — non ho dubbi — di Timothy Ormezzano. Sicuramente sì, sicuramente è così. Altrimenti perché mai Timothy Ormezzano avrebbe dovuto esporsi al ridicolo fino al punto di firmare un pezzo del genere?

P. S.: Dimenticavo una postilla e cioè l’augurio che a tutti gli interisti che domani compreranno la Repubblica gli possa venire un attacco di cacarella fulminante. Non per altro, ma così almeno quella copia potrà servire a qualcosa.

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