Civati fa dietrofront, ma è una notizia falsa

Il falso dietrofront di Civati

Esemplare, per capire come verificano i fatti i giornali, la notizia data in queste ore del presunto dietrofront dei cosiddetti dissidenti che avrebbero sottoscritto un documento in cui dopo tutte le obiezioni sollevate in questi giorni ora sarebbero improvvisamente favorevoli a votare la fiducia al governo Letta. Ma Giuseppe Civati che del documento in questione sarebbe (almeno a detta dei giornali) uno dei firmatari (insieme con Sandro Gozi, Laura Puppato e Sandra Zampa) scrive sul suo blog di non aver firmato proprio niente. 

Prima domanda: chi ha dato la notizia e perché?

Seconda domanda: come fa un giornalista a dare una notizia senza nemmeno fare una telefonata di verifica e come fa un giornale a pubblicarla?

Terza domanda: senza internet quanto tempo sarebbe trascorso prima che Civati potesse avere la possibilità di smentire e di farlo in maniera sufficientemente efficace?

Copioincollo infine quanto scrive Bianca Clemente tra i commenti dello stesso post di Civati:

E’ successa una cosa incredibile. Immediatamente dopo che si è chiuso il collegamento con “In 1/2 ora”  dove tu sostenevi la linea di ricerca dialogo con Pd prima di concedere la fiducia al governo (ho seguito te e la Puppato. Forse non condivido in pieno ma mi piace molto come parli e anche ieri a Rai News! sto seguendo tantissimo ultimamente il dibattito politico) il Tg 3 ha annunciato con grande enfasi che tu,  Gozi e non ricordo chi altri avete firmato un documento di completa e piena adesione al governo. La Berlinguer ha anche sottolineato la stranezza che pochi minuti prima avevi detto una cosa contraria. Ho cercato tra i lanci di agenzia ma non c’era niente. Mah!

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5 pensieri su “Civati fa dietrofront, ma è una notizia falsa

  1. Francesco Cecchini

    Puppato, un esempio eclatante di “ipocrisia politica” a scopi carrieristici, e’ ora alla ricerca di una poltrona di sottosegretario. Puppato si spaccia per ambientalista, difensore delle donne ed amica del M5s, ma le prime due affermazioni sono in contrasto con quello che in realtà combina e la terza e’ puro opportunismo. Un cambio sociale e politico in Italia passa anche attraverso lo sbarazzarsi di simili personaggi.

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  2. francesco

    il punto non è se Civati voti o meno la fiducia. per quello che mi riguarda può anche votarla. l’importante è che in questo anno (tanto durerà il governo) ci sia un lavorio interno al PD, da lui capitanato insieme a Barca, per spostare a sinistra l’asse del partito. o, male che vada, uscirne con un bel gruppo di iscritti per andare a rifare il PDS

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    1. segnaleorario Autore articolo

      Forse mi sbaglierò, ma io sono scettico sul fatto che si debba ripartire sempre e solo con i soliti noti. Per me se vogliono dare una mano ben vengano, ma abbiano poi il coraggio di mettersi se non da parte almeno in un angolo.

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      1. Voici

        Se dopo vent’anni di seconda repubblica ci ritroviamo ad essere governati da un centro democristiano, forse è il caso che si passi alla terza.
        Come per la mia Squadra del cuore è tempo che le nuove leve prendano il sopravvento. Sicuramente Civati, Marino forse Barca non potranno essere tacciati di essere i soliti comunisti, sicuramente sono di sinistra e con loro tanti altri, spero.
        Quanti a destra possono dire di essere il nuovo?

        Non ci sarà mai, a mio parere, una Sinistra di governo che escluda i socialisti, i radicali, i socialdemocratici. Sicuramente ci saranno sempre gli extra parlamentari, i duri e puri, ma almeno ci sarà in parlamento una forza sulla quale far convergere le speranze di un paese laico e progressista, migliore dal mio punto di vista. Il tanto peggio tanto meglio non riscuote più il mio interesse e sarà così anche in futuro.

        Se deve essere centro che sia, ma a sinistra una forza degna di questo nome. A destra facciano quel cazzo che vogliono, o che vuole il padre padrone, come sempre.

        Parlo a titolo personale, naturalmente. Un voto, che in questo momento non c’è, ma che ci vorrebbe essere. A loro la scelta.

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I commenti sono chiusi.