L’ultimo insulto: eliminati in contropiede

È successo praticamente quello che qui si scongiurava nel prepartita. Nella ripresa l’Inter di Stramaccioni non ha imparato niente dalla lezione di essere stata graziata per due volte nel finale del primo tempo. E ha continuato a scoprirsi — sarebbe stato un suicidio e lo è stato — finché la Roma non ha ottenuto quel golletto di cui aveva assoluto bisogno. Lo sapevamo noi, lo sapeva la Roma e lo sapeva pure Stramaccioni. Ma è successo lo stesso. Pur concedendo tutte le attenuanti per come è stata ridotta una squadra da una società in stato confusionale, sicuramente non si può prendere il gol del pareggio in contropiede. Proprio no. Men che mai dopo aver miracolosamente trovato il gol che valeva la qualificazione. No.  Nella ripresa l’Inter seppur avvilita e rimaneggiata di Stramaccioni doveva tenere palla, doveva difendersi, doveva mandare la palla in tribuna. Ma non doveva, mai e poi mai, mettersi in condizione di farsi prendere in contropiede. Sull’azione del gol del pari ha sbagliato certamente Juan Jesus (dalla cui palla persa è scaturito il contropiede) nel voler crossare a casaccio in area quando invece di cercare un’improbabile profondità doveva fare una semplice, banalissima, azione di alleggerimento. Ma evidentemente ha sbagliato Stramaccioni a non richiamare il difensore e a obbligarlo a tenere la posizione dato che non era la prima volta che alla Roma stava riuscendo il giochetto di ripartire sui nostri sbilanciamenti velleitari quanto inutili, a maggior ragione che stavamo vincendo e dovevamo soltanto tenere il risultato.

Il gol del pareggio ha di fatto chiuso il discorso qualificazione e la cosa ha coinciso ancora una volta con il solito crollo psicofisico. Ne abbiamo presi 3, ma ne potevamo prendere ancora di più. Rimane il fatto che non capirò mai perché un giocatore come Benassi sia stato fatto finalmente giocare soltanto a partita finita e allo stesso perché sia stato preso un giocatore non di categoria come Schelotto e perché poi debba giocare. Benassi è forse il simbolo dei tanti giovani di grande talento che non hanno avuto inspiegabilmente sufficiente spazio in prima squadra nonostante fosse il più delle volte sempre incerottata o col fiato corto. Già, perchè? Ma sono tanti gli interrogativi senza risposta che avanzo da tanto tempo circa le scelte di mercato e le strategie (sic) societarie al limite della patologia mentale.

Detto questo, si chiude qui una delle stagioni più brutte che ricordi. Finisce qui un incubo o quasi. Tanto che rabbia e amarezza sono state ormai sopraffatte dalla rassegnazione.

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5 pensieri su “L’ultimo insulto: eliminati in contropiede

  1. francesco

    qualcosa di paradossalmente buono l’abbiamo visto ed è Kovacic. da lui possiamo ripartire. ma comunque hai ragione, è una stagione da metà anni ’70, persin peggio oserei dire…..

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  2. dinokinda

    Annata tristissima…il peggio potrebbe ancora arrivare, però…se di qui alla fine non ne perdiamo almeno un paio (e la possibilità c’è tutta con Napoli, Lazio e Udinese) rischiamo di qualificarci per la EL come lo scorso anno con i preliminari a metà luglio…
    Pazzesco!

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    1. fabiof62

      il problema non si pone perchè penso che delle prossime 6 partite non ne vinceremo nemmeno una

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  3. P37

    la transizione rischia di essere molto più lunga del previsto.i responsabili di questo scempio ci dovrebbero delle scuse pubbliche.Vergogna.

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I commenti sono chiusi.