Per favore, cominciamo a lavorare per la prossima stagione

Massimo Moratti

Sarebbe cosa giusta e soprattutto sana che all’Inter qualcuno magari con un po’ di esperienza alle spalle o se non altro un po’ di buon senso cominci a far capire a tutto l’ambiente che bella non è. Ma che addirittura, se non ci si dà una bella mossa, la situazione potrebbe diventare perfino peggiore. Sarebbe insomma opportuno ricordare a una società palesemente in stato confusionale che purtroppo non c’è mai limite al fondo. Che cioè può finire ancora peggio se solo non ci si dà una calmata e ci si mette tutti quanti insieme a pensare concretamente a come chiudere nella maniera più seria possibile questa stagione e nel frattempo, se non costa troppa fatica eh, magari si potrebbe che so, la butto lì, già cominciare a preparare quella che verrà. Non è che qui si vuole avere ragione a tutti i costi, ma insomma prima o poi all’Inter qualcuno dovrà finalmente ricominciare a ragionare e a preoccuparsi — finalmente — non tanto delle attuali figure di merda ma soprattutto di quelle prossime che inevitabilmente ci aspettano se tutto rimane com’è adesso.

Mettiamola così: non ci resta che guardare il bicchiere mezzo pieno, anche se magari sono rimaste poche gocce. E cioè: la sconfitta, pur ingiusta e immeritata, con l’Atalanta in fondo ha solo fatto chiarezza e ci ha tolto un peso insostenibile. Basta sognare la Champions e concentriamoci nella costruzione di una nuova squadra. Visti i continui infortuni, si scelgano gli undici per la Coppa Italia e si mettano in naftalina i più anziani e cagionevoli. E domenica spazio ai giovani di belle speranze e vediamo cosa sanno fare da soli. E avanti così fino alla fine. Pensando positivo, pensando al futuro. Tipo: Schelotto sarà squalificato? Bene, anzi benissimo, meglio ancora se per diverse giornate. Così non c’è più nemmeno l’imbarazzo di tornare indietro sulle scelte assurde che sono state fatte. E cioè: rimandiamolo subito a Bergamo e riprendiamoci Livaja che è meglio. Oppure: abbiamo tutti gli attaccanti infortunati? Tanto meglio, perché così è più facile dirsi addio senza tante smancerie con chi non può, per svariati motivi, far parte del nuovo ciclo e si può quindi subito pensare a rifondare l’intero reparto senza che qualcuno (ogni riferimento a Cassano e Milito non è casuale) faccia storie o se ne abbia a male. O tipo: siamo fuori anche dall’Europa League? E vabbè. Un pensiero (e un obbligo) di meno considerato che l’impegno del giovedì viene ritenuto (a torto o a ragione che sia) un peso di troppo. Dio sia ringraziato, allora, se ce lo togliamo dalle palle.

Ma basta con gli inutili piagnistei e le sterili lamentele a mezzo stampa. Il nostro caro grande presidente Massimo Moratti sa perfettamente come funzionano le cose e se vuole — se ha coraggio o voglia — certe rivendicazioni sa a chi deve farle. E sa benissimo che se decidesse di non recitare più la parte del fesso può far saltare il banco in ogni momento. Così come sa che se decidesse veramente di sputtanare una volta per tutte il calcio italiano il popolo interista sarebbe dalla sua parte. Ma il problema è sempre lo stesso: caro Massimo, nessuno ti chiede di fare l’eroe, ma se non te la senti e, molto verosimilmente, non hai forza e capacità per farlo, per favore almeno stai zitto. Credimi, è meglio. Sappiamo tutti benissimo come funziona il calcio italiano e conosciamo altrettanto bene le tue difficoltà a stare con i piedi in due staffe, i tuoi limiti e le tue incongruenze. Risparmiaci, almeno, certe sceneggiate perché il gioco è bello quando dura poco. Poi, alla lunga, stanca. E irrita. E parecchio. Caro Massimo, è forse troppo chiederti di non scaricare più la tua impotenza su noi poveri tifosi tra l’altro, anche se forse non è elegante dirlo, paganti?

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Un pensiero su “Per favore, cominciamo a lavorare per la prossima stagione

  1. SpagnoloNerazzurro

    Bravo Segnale, convido!!
    Io voglio ripartire con Heynkes o Pellegrini in panchina. E quello che il NCGP MM sceglia, che faccia anche il Direttore Tecnico.

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