Ovvio che in un Paese con la testa sulle spalle – in cui si pensa davvero all’interesse generale sopra quello particolare – le cose andrebbero diversamente: Bersani avrebbe già rinunciato a proporre se stesso, Grillo e suoi avrebbero proposto un nome eccellente della società civile con buone chance di sparigliare le carte e ottenere l’appoggio del Pd: cosi magari avremmo un buon governo – pazzesco, ma è possibile – e una buona maggioranza, che metta mano a questo Paese ingiusto e lasci Berlusconi a trascorrere i suoi pomeriggi con Ghedini per non finire al gabbio.

Invece cosí non è, o così non pare. Bersani e Grillo continuano a fare ciascuno il suo gioco, ciascuno nell’interesse della sua ‘ditta’ o di se stesso, con gli iscritti di entrambi i partiti spettatori muti di fronte alle scelte sciagurate dei loro capi.

A proposito, se poi tra sei mesi torna al governo il Caimano, evitatemi la scena dei militanti Pd e M5S un’altra volta insieme in un nuovo No B. Day.

Alessandro Gilioli

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