Se Grillo perdona i “disobbedienti”

Grillo torna a parlare dell’elezione di Grasso e se credo di aver interpretato bene le sue parole lo fa con toni meno drastici e decisamente più distensivi. Sembrerebbe insomma aver perdonato per questa volta i “disobbedienti” e in tal caso si tratterebbe secondo me veramente di una buona notizia.

Tra l’altro le sue considerazioni non fanno una piega, anche se le analisi fatte a posteriori sono sempre molto più semplici e più chiare delle decisioni che devono essere prese sul momento:

I capricci di Monti che voleva diventare presidente del Senato, ma è stato costretto a prolungare il suo incarico di presidente del Consiglio e per ripicca aveva minacciato di votare Schifani era una pistola scarica. I giochi erano già fatti per mettere in difficoltà il MoVimento 5 Stelle. Qualcuno, anche in buona fede, ci è cascato. Lo schema si ripeterà in futuro. Berlusconi proporrà persone irricevibili, il pdmenoelle delle foglie di fico. Il M5S non deve cadere in queste trappole.

Magari adesso sembra evidente che Monti non avrebbe potuto votare Schifani, ma non lo era al momento del ballottaggio. Per il resto, non c’è niente da eccepire quando richiama il gruppo parlamentare al necessario e indispensabile rispetto delle regole:

Comunque, il problema non è Grasso. Se, per ipotesi, il gruppo dei senatori del M5S avesse deciso di votare a maggioranza Grasso e tutti si fossero attenuti alla scelta, non vi sarebbe stato alcun caso.
In gioco non c’è Grasso, ma il rispetto delle regole del M5S.

Mi sembra sia un chiarimento dovuto e necessario. Avanti così. C’è assoluto bisogno di un Movimento 5 Stelle unito per stanare il Pd dal suo autolesionistico (e sempre perdente) arroccamento centrista e moderato e per permettere così a Bersani di rilanciare a sinistra. Sempre di più e, si spera, sempre meglio. Perché se è vero che Grillo non gli voterà mai la fiducia è altrettanto indiscutibile che l’anima democristiana del Pd sia ormai irrimediabilmente in fuorigioco. E, qualora dovesse fallire l’opera di delegittimazione del M5S, quello che sta succedendo a D’Alema secondo me potrebbe succedere in un prossimo futuro anche al rottamatore (sic) Matteo Renzi.

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