Miracolo (nella ripresa) al Cibali

Due gol e un assist: Rodrigo Palacio (voto 8) regala all’Inter una vittoria che sotto di due gol all’intervallo era impronosticabile. Per me, l’ingresso di Palacio è stato devastante anche e soprattutto perché ha giocato forse nel suo vero ruolo che non è né la prima punta e né la seconda ma l’ala. A Catania abbiamo visto una splendida e imprendibile ala che può giocare su entrambi le fasce. Mantenendosi sempre largo, quando Palacio si inserisce diventa molto pericoloso anche da centravanti, come mai finora. Se poi va pure a saltare di testa e fa pure gol — oggi addirittura ne abbiamo fatti addirittura due — allora è proprio il massimo.

Resta il fatto che nella ripresa il Catania sbaglia il terzo gol che avrebbe chiuso la partita e paga forse lo sforzo del primo tempo. Mentre l’Inter non dico si sia messa a correre, ma magari a corricchiare sì. Rispetto alla prova indecorosa nella prima parte della gara sembra quasi un miracolo.

Protagonista in negativo il reparto difensivo. Ha preso due gol evitabilissimi (il primo in particolare). L’accoppiata di centrali non funziona proprio, soprattutto Juan Jesus (voto 4) colpevole senza attenuanti sul primo gol di Bergessio preso quasi a freddo e che forse ne ha condizionato tutta la prestazione. In occasione del primo gol qualche colpa potrebbe avercela anche Handanovic (voto 6) che esce a vuoto, anche se il portiere nerazzurro ha il grande merito di evitare il terzo gol a inizio ripresa. Mentre per quanto riguarda Chivu (voto 5) forse potrebbe aver pesato la forma ancora precaria e la disabitudine ormai a giocare nella posizione preferita. Impalpabile il contributo del Capitano (voto 5) mentre Pereira (voto 6) si salva non fosse altro per l’assist a Palacio, un cross finalmente preciso come pochi ne è riuscito a fare da quando è all’Inter.

A centrocampo non mi sento di buttare la croce addosso a Kuzmanovic (voto 4,5) perché a parte i demeriti propri (ha troppa paura di sbagliare, probabilmente pesa ancora la figuraccia di Firenze) se ben presto scompare dal campo secondo me le colpe maggiori sono dei compagni che non lo servono mai e non lo mettono in condizione di essere il punto di riferimento della manovra. Stankovic (voto 6) entrato al suo posto nella ripresa, non fa niente di speciale, ma riesce almeno a tenere sempre la posizione. Mentre Gargano (voto 6) ha fatto il solito Gargano, efficace nelle interdizioni, inguardabile palla al piede.

Dei tre schierati dietro la punta il migliore mi è sembrato Schelotto (voto 6,5) perché pur sbagliando tanto ha dato veramente tutto cercando di sopperire con la forza di volontà ai limiti tecnici. Uno dei pochi che corrono e si sacrificano, a volte giocando anche da improvvisato centravanti. Di nuovo abulico e timido Alvarez (voto 6, ma solo per il gol segnato incredibilmente di testa) e poco più concreto di lui è stato un Guarin (voto 6) che non riesce evidentemente a trovare una certa continuità. Fondamentale l’ingresso nel finale di Cambiasso (voto 6,5) che sfiora il gol nell’azione più bella della partita e si fa notare soprattutto per alcuni inserimenti in attacco niente male e l’assist-partita nei minuti di recupero a un Palacio finalmente lucido e concreto.

Di Rocchi (voto 4,5) vale lo stesso discorso per Kuzmanovic. Avrebbe sopratttutto bisogno di essere aiutato di più dalla squadra a entrare nella manovra. Fa i movimenti giusti, da prima punta vera insomma, ma di solito lo servono poco e male. E quelle poche volte che gli arrivano palloni giocabili non è fortunato. La sua situazione si fa sempre più difficile.

Infine: Stramaccioni (voto 6 non fosse altro per la tenuta mentale). A vedere la sua faccia nel primo tempo, dopo le due papere della difesa, sembrava ormai prossimo a un’irrefrenabile crisi nervosa. Ma Palacio in versione ala pura salva l’Inter e il suo sempre più stressato allenatore.

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