L’Inter di Moratti al capolinea?

A conferma del clima di smobilitazione che c’è all’Inter segnalo due commenti uno più triste dell’altro. Il primo, su Fabbrica Inter, è un amaro quanto sofferto post di Simone Nicoletti in cui sostiene che il passaggio di Balotelli a Mediaset abbia simbolicamente messo la parola fine a qualsiasi ulteriore sogno di grandezza di Massimo Moratti:

E’ un epilogo della storia di Balotelli che, fossi stato Moratti, avrei impedito a tutti i costi come fece per Tevez, in predicato solo 12 mesi fa di arrivare in prestito in rossonero prima del disturbo nerazzurro.

Non aver fatto nulla in questo senso, non aver risposto con un altro colpo rilanciando la sfida ma addirittura cedendo Sneijder e Coutinho e rinunciando all’oggetto del desiderio Paulinho nelle stesse ore, segna il punto più basso della ambizione e voglia di vincere di Moratti da quando possiede l’Inter.

La passione da sola non basta neppure se possiedi la Sampdoria o il Chievo.

Senza un progetto per il futuro, senza una nuova sfida da raccogliere, non esiste neppure il presente.

Il secondo, sul Corriere della sera, è un’analisi di Fabio Monti insolitamente (e impietosamente) critica (quasi fino alla cattiveria, come forse solo un tifoso è capace di fare) della gestione societaria e dei numerosi errori commessi dalla notte di Madrid a oggi:

È dall’estate 2010 che il mercato nerazzurro costa caro, ma non ha una linea. Già l’idea di prendere Benitez, l’anti Mourinho, è stata tutto tranne che geniale; peggio ancora è stato insistere con lui quando il presidente avrebbe voluto esonerarlo, dopo la sconfitta nella Supercoppa europea. La partenza di Leonardo nell’estate 2011 ha colto di sorpresa tutti in società, come se i quadri nerazzurri vivessero su Marte. La campagna acquisti conseguente non può nemmeno essere commentata, a parte Guarin; quella di quest’anno è stata puntata sul taglio degli ingaggi (operazione giusta e indifferibile) su uomini di esperienza, nella speranza di allestire una squadra in grado di vincere subito.

Invece di un regista (Verratti, come indicato dal presidente) è arrivato Alvaro Pereira (e non gratis); è tornato Jonathan (errore con recidiva); per un mese si è trattato l’arrivo di Silvestre, che ha appena rifiutato il Genoa. E avanti così. Nel frattempo sono stati ceduti Sneijder (senza l’intervento di Moratti non si sarebbe risolto nulla) e Coutinho; Samuel è k.o.; la rosa si è indebolita; c’è una palese allergia agli acquisti funzionali al progetto e anche il feeling fra l’ambiente e l’allenatore non sembra più inossidabile. Un film già visto.

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2 pensieri su “L’Inter di Moratti al capolinea?

  1. francesco

    come ho scritto da Rudi (e non capisco perchè nessuno abbia detto un bah ed un mah) secondo me per la cessione di Pereira 10 milioni sono usciti ma cinque sono rientrati in casa Moratti con bonifico estero su estero.

    ragazzi (per dirla alla Bersani), ma Moratti le sbagliava tante (non dico tutte) quando spendeva, figuriamoci adesso che non spende.

    adesso mi dirai che gli altri però acquistano bene, reinvestono, il progetto ecc…. ma questa è l’Inter. o facciamo una marcia dei tifosi sulla sede affinchè Moratti venda la società oppure ce la teniamo così. e magari seguiamo la premier league

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