Elogio della fuga ai tempi della globalizzazione

Sono due le cose che mi sono tornate in mente rivedendo ieri sera un capolavoro del cinema inglese come Gioventù, amore e rabbia (il cui titolo originale è The Loneliness of the Long Distance Runner) di Tony Richardson.

La prima cosa è che ci sono altri film molto belli sulla corsa come metafora di una continua e irrefrenabile fuga liberatoria dalla realtà che ci opprime e cerca di annientarci.

Mentre la seconda cosa è un libro letto parecchio tempo fa e che mi piacque molto: Elogio della fuga di Henri Laborit, da cui fu poi tratto il film (altrettanto amato) Mon Oncle d’Amerique di Alain Resnais.

Non so, credo che rileggerò il libro e rivedrò il film, non fosse altro per controllare se mi piacciono ancora. Ma penso proprio di sì. Anche perché sono convinto sia tuttora — la fuga (più o meno metaforica) dai conflitti irrisolvibili — un tema quanto mai di grande attualità.

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