Barbara D’Urso? No, Maurizio Crosetti

Maurizio Crosetti

Se il calcio italiano ha i problemi che ha (o c’è qualcuno forse che può sostenere il contrario?) è anche perché il giornalismo italiano non è capace di fare informazione come dovrebbe. E cioè quando si intervista Andrea Agnelli o si ha il coraggio di fargli domande serie oppure sarebbe meglio lasciar perdere. Perché altrimenti si fa la stessa figura di Barbara D’Urso quando fa finta di intervistare Silvio Berlusconi. A questo proposito cito e archivio questa intervista sulla Repubblica ad Andrea Agnelli che definire imbarazzante è poco. Intervista firmata  (è bene ricordarsi sempre i nomi dei massimi protagonisti del giornalismo italiano) da Maurizio Crosetti e Aligi Pontani. Di cui copioincollo due domande in particolare:

A che punto è la vertenza con la Figc? La Juventus andrà fino in fondo nella richiesta di risarcimento?
“È un iter che va avanti. Bisogna aspettare il terzo grado di giudizio della giustizia ordinaria, molto meno rapida di quella sportiva”.

L’articolo 39 del codice di giustizia sportiva offre la possibilità di revisione delle sentenze definitive in caso di fatti nuovi. La Juve intende usarlo per riavere i suoi scudetti?
“La legge stabilisce che quel jolly, sia pure importante, possa essere usato una volta sola. Dunque, bisogna farlo nei tempi giusti: appunto dopo l’ultimo grado di giudizio nei processi ordinari su Calciopoli”.

C’è forse da stupirsi se poi in campo gli arbitri commettono – curiosamente – errori arbitrali che incidentalmente favoriscono la Fiat? È allora sempre e solo colpa degli arbitri? O semmai gli arbitri sono solo l’ultimo anello (quello tra l’altro più debole ed esposto alla gogna) sono cioè gli esecutori materiali di un sistema che non riconosce le regole, non le rispetta e le disprezza? Un sistema che si regge anche grazie e soprattutto alle complicità di un giornalismo che lo difende e protegge?

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