Inter, ora basta però piangersi addosso

Andrea Stramaccioni

Risultato a parte, quello che più non mi è piaciuto del pari con il Genoa è la tendenza di società, allenatore e giocatori di piangersi addosso. D’accordo, lo sappiamo benissimo che il nostro caro grande presidente Massimo Moratti non ha più un solo euro da puntare sull’Inter, ma non per questo dobbiamo massacrarci con tutti questi piagnistei su come siamo sfortunati – contro il Genoa come la settimana scorsa contro la Lazio – magari solo per scongiurare e prevenire sul nascere qualsiasi considerazione sui limiti dell’organico che invece sono più che evidenti.

Voglio dire: ma caro Moratti, caro Stramaccioni, caro Cambiasso è proprio così difficile dire la verità? L’Inter ha pareggiato con il Genoa perché ha giocato male. Punto. E ha giocato male perché ha una squadra a cui mancano (e mica lo scopriamo adesso) alcuni giocatori di qualità a centrocampo e in attacco, carenze d’organico che Stramaccioni – vuoi per inesperienza e vuoi perché è oggettivamente impossibile fare miracoli – non è in grado di risolvere. O almeno non in maniera da eliminare del tutto i limiti che l’Inter attuale ha. Perciò attaccarsi alla sfortuna – come ho già sentito dire anche nel dopo partita dell’Olimpico – non mi sembra il modo migliore per cercare di capire quali potrebbero essere gli eventuali problemi e soprattutto le possibili soluzioni.

L’Inter attuale è una squadra che può lottare solo per un posto in Champions così come deve essere chiaro che non è detto neanche che possa farcela. Ma fermo restando la realtà delle cose e l’onestà di ammetterlo e di rimanere sempre con i piedi per terra (non fosse altro per non illudere più del dovuto quei tifosi sempre troppo ottimisti) sarebbe per esempio interessante capire perché, essendo Guarin squalificato e con alcuni titolari che, come ha spiegato Stramaccioni nel dopo partita,

 “hanno giocato che non stavano bene, come Gargano con una caviglia gonfia che non lo faceva camminare, Cambiasso che ha recuperato all’ultimo…”

Joseph Alfred Duncan per esempio Duncan non sia stato nemmeno convocato. Ecco, se di Paulinho o comunque di nuovi costosissimi quanto improponibili arrivi è proibito parlare, quello di cui invece sarebbe opportuno discutere sono invece le scelte dei giocatori a disposizione. Almeno quelli. Perché, per dire, se la mancata convocazione di Duncan fa conseguentemente ipotizzare che la società abbia già deciso di darlo in prestito (altrimenti sarebbe incomprensibile) certamente non ci sarebbe niente da obiettare. Liberissimi di farlo. Si tratterebbe cioè di una valutazione tecnica fatta dalla società da rispettare e accettare. Quello che però possiamo pretendere dalla stessa società è di farla finita, una volta per tutte, con pianti e rimpianti.
Vale a dire: se non hai i soldi per prendere i costosissimi e forse pure un po’ sopravvalutati (non dico di no) Paulinho di cui hai bisogno devi allora puntare per forza sui giovani. Io, almeno, non vedo alternativa.

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4 pensieri su “Inter, ora basta però piangersi addosso

  1. alexdoc

    Se nemmeno Stramaccioni che da lì proviene mette i Primavera nei momenti d’emergenza in cui servirebbero, non so chi potrebbe farlo.

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  2. Spagnolonerazurrro

    Cari Alex e Segnale, c´è una soluzione semplice: via Snaijder per 15 MM è prendiamo Beñat per 13 MM €.
    È vero, credo lo ho letto qui o in Rudi: il NCGP MM è innamoraatto degli argentini = sudamericani (Paulinho),
    Ma, vi prego, non dimenticate mai Luisito Suárez.
    Beñat è il erede di Xabi Alonso (ho letto una intervista a Il Archittettto, e lui preferisce Xabi a Xavi, nel suo rolo in questi tempi) nella mia nazonale, e credo Del Bosque capisce di calcio.

    Buon natale per tuttti,e auguri per il 2013!!!

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  3. andrea liguori

    Duncan si é infortunato seriamente, per il resto condivido il tutto, eh basta con sti piag,istei, e cche cazzo!Senza un centrocampista come si deve col cazzo ci andiamo in champions.oppure facciamo un miracolo.pero secondo me andremo fino in fondo in europa.ciao, buone feste.

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