Il travolgente Guarin e l’insuperabile Palacio

L'altra faccia di Palacio: fa il portiere

La Rai dovrebbe far giocare sempre l’Inter perché l’Inter fa sempre spettacolo, perché l’Inter è l’Inter e non c’è Coppa Italia che tiene. Il finale in dieci con Palacio (voto 10 a prescindere) in porta è, per chi spesso lo dimentica, la dimostrazione che il calcio è soltanto un gioco e – Calciopoli e altre porcherie assortite permettendo – va preso per quello che è. Un gioco irrazionale e quindi imprevedibile come deve essere un gioco.

Poi certo l’Inter ci mette parecchio di suo per rendere questo sport ancora più irrazionale e per questo ancora più emozionante e spettacolare. Secondo me anche per chi non fa il tifo per l’Inter. Perché l’Inter non è solo una squadra di calcio, ma è qualcosa di molto di più.

La qualificazione, dopo un primo tempo più o meno equilibrato, l’ha decisa Stramaccioni (voto 7 per non aver tolto Duncan a cui do un 7 d’incoraggiamento) decidendo di calare subito l’asso e cioè Fredy Guarin (voto 8 per come ha cambiato la partita). Entrato lui, il Verona è tornato ad essere una squadra di serie inferiore. Determinante lo strepitoso pallone recuperato da Guarin sulla mediana e l’assist per Cassano (voto 7 per il gol e altre bellissime giocate) che una volta messo in porta non si è certo fatta scappare l’occasione di cesellare uno dei suoi gol-capolavoro per tecnica e freddezza d’esecuzione. Quattro minuti dopo ed ecco il secondo gol: punizione di Guarin che grazie anche a un doppio rimpallo sui difensori batte imparabilmente il portiere veronese.

Et voilà, il gioco è fatto? Manco per idea. Quasi come una sceneggiatura a uso e consumo per l’audience comprensibilmente disastrata della Rai che può permettersi solo i diritti di Coppa Italia, Castellazzi (voto 6, anche se forse potrebbe aver peccato di troppa sufficenza non chiedendo il cambio dopo il primo mezzo infortunio) che già aveva accusato un brutto colpo alla spalla nel primo tempo, al 33′ della ripresa si fa male di nuovo e stavolta deve uscire in barella. E l’Inter ha già usufruito di tutte e tre le sostituzioni. Panico. E adesso? In un primo momento è Chivu (voto 6,5 per il buon rientro dopo tanto tempo di inattività) a prendere i guanti, poi si decide collegialmente di mettere in porta Palacio. E quella che fino a quel momento era stata una mediocre quanto noiosa partita di Coppa Italia diventa improvvisamente un evento imprevisto quanto divertente. Anche se non succede niente. Perché quelli del Verona, proprio perché consapevoli del fatto che in porta non ci fosse più un vero portiere, sbagliano quasi tutto forzando ogni volta il tiro e cercando soluzioni affrettate che non fanno altro che aiutare Palacio e l’Inter. Solo in un caso i veronesi riescono a indirizzarla giusta a fil di palo, ma Palacio non si fa sorprendere e con un tuffo, che scatena il boato di San Siro, salva in corner. Meglio di così, davvero non si poteva.

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4 pensieri su “Il travolgente Guarin e l’insuperabile Palacio

  1. alexdoc

    Come dico da tempi non sospetti, il celebre slogan del Barcellona é perfetto anche per noi: Inter, più che una squadra di calcio.

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