Coutinho il ritratto della felicità

Coutinho uno entusiasta dell’Inter

All’Inter veramente se ne vedono (è sempre storicamente stato così) di tutti i colori e non per niente questa è proprio la forza di una squadra davvero unica al mondo. Compresi non pochi giocatori di più svariati periodi sfacciatamente spacciati per fenomeni (a volte quasi paranormali) e tra i più assurdi e pittoreschi. Dal mitico Vampeta al più recente Zarate il campionario è veramente ampio e variegato.

Di certo però mi mancava la faccia smunta, lo sguardo perso e il passo incerto, ieri sera all’Olimpico, di Philipe Coutinho. Al momento dell’ingresso in campo aveva, per dire, lo stesso entusiasmo di chi sta andando dal dentista.

Cioè, voglio dire: dato che in Italia faceva solo ridere l’abbiamo mandato pure in Spagna per fargli ritrovare la fiducia subito persa fin dal suo arrivo a Milano, l’abbiamo amorevolmente riverito e perfino coccolato come si fa con i bambini (con la pazienza che ci vuole con i bambini) e però non solo continua a giocare malissimo, ma per giunta ci tiene pure il muso? Eh no, così è veramente troppo, ora si sta veramente esagerando. Se è questo allora l’effetto che gli fa la maglia nerazzurra qualcuno lo aiuti e faccia in modo che non sia più così triste e disperato. Fatelo per il suo bene: mandatelo, per favore, subito via dall’Inter. Sarà sicuramente contento lui, lo saremo ancora di più noi.

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3 pensieri su “Coutinho il ritratto della felicità

  1. Voici

    “Andale carrete, andale que te pago”

    Reo di essere entrato all’ottantaseiesimo, invece del preposto Jonathan, e non aver inciso.
    Mah!
    Benvenuto al novello Ranocchia, Chivu, Muntari, Alvarez, Cambiasso, Pandev…

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  2. Pingback: Coutinho e l’Inter come sala d’attesa | SegnaleOrario

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