«Valentino, poveretto, si è dato molto da fare ma non è mai riuscito, frequentando un banchiere e l’altro, a togliere l’impresa dalla massima precarietà, cosa che scontiamo adesso. Siamo andati avanti con una gestione allegra, facendo debiti. Forse si sarebbe potuto evitare, con comportamenti diversi, il fallimento».
Norma Rangeri

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2 pensieri su “Il fallimento del Manifesto e i banchieri

  1. francesco071966

    Che il Manifesto fallisca e’ una bellissima cosa. Giornale inutile, vecchio, illeggibile, anacronistico. Una parodia, una macchietta del concetto di informazione. Chiuda e si cerchino un altro lavoro i giornalisti a libro paga, peraltro anche troppi rispetto al numero dei lettori

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