Cambiare si può?

Ieri sera sono andato alla prima assemblea di “Cambiare si può” della mia città. E mi sono ritrovato in una riunione provinciale di Rifondazione comunista. Erano tutti dirigenti o comunque tesserati di Rifondazione. Pochi altri di Sel, nessuno dell’Italia dei valori o dei Verdi, quattro o cinque (al massimo) rappresentanti della cosiddetta società civile più io e mia moglie. I giovani? Una decina non di più e quasi tutti militanti (di Rifondazione, ovviamente).

Lo so, non deve essere per forza considerato un male la predominanza di una determinata forza politica. D’altronde, da qualche parte bisogna pur ripartire e se quelli di Rifondazione sono gli unici a crederci ancora  e ad avere la forza di mobilitarsi è – almeno – già qualcosa, meglio di niente è. Certo, come del resto è stato più volte sottolineato negli interventi dagli stessi dirigenti di Rifondazione comunista, se vuole avere un futuro “Cambiare si può” dovrà proporsi come una forza politica di sinistra inclusiva, capace cioè di mettere insieme tutti i partiti di sinistra e di superare quindi le attuali divisioni. Ci si riuscirà? Sicuramente non sarà facile. Come non lo è riuscire a organizzarsi sul territorio in poche settimane per poter partecipare alle prossime politiche di febbraio.

Anche perché la scelta (certo, obbligata) di comunicare solo attraverso internet non sembra particolarmente indicata, almeno in certe zone d’Italia dove alla prova dei fatti si dimostra poco funzionale. Dato che l’assemblea era stata convocata via web, ieri sera mi aspettavo – illuso – di vedere soprattutto giovani. Niente da fare. Non c’erano né i giovani, né tantomeno il tanto evocato popolo della rete. All’appello hanno risposto come sempre i soliti, inossidabili, militanti comunisti di ieri e di oggi. Per carità, è stato come fare un piacevole e inaspettato tuffo nel passato con gli interventi intercalati dalla parola “compagni” come se il mondo si fosse improvvisamente fermato ed è stato bello incontrare e abbracciare un vecchio amico sindacalista che non vedevo da più di dieci anni. Ma, insomma, dalle mie parti c’è ancora, come dire, se non altro molto da lavorare. Questo – almeno per ora – è quanto.

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5 pensieri su “Cambiare si può?

    1. segnaleorario Autore articolo

      Francè, ho fatto un tentativo, anche per dimostrare a me stesso di avercela messa tutta per evitare un’altra astensione. Perché questo è il problema: chi voto?

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      1. francesco

        io dovrei astenermi. oppure votare la cosa più a sinistra dentro la coalizione di Bersani qualora scenda in campo berlusca. ma anche la candidatura di berlusca potrebbe non convincermi.

        ps: vieni a leggere il mio ultimo post, così capisci perchè mi fa schifo l’Italia

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  1. Rudi

    Anche a Bologna – 160 persone, 10 con meno di 30 anni – la situazione mi è parsa simile a quella che descrivi.
    Però, come si fa?
    Si vota Grillo oppure quei geni che hanno spalancato la strada a Monti e ora lo implorano di non candidarsi?
    Tanto vale “cercare ancora” e provare a vedere se questa aggregazione sgarrupata ha un futuro.

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