L’Ilva di Taranto e i giornali al servizio dell’Ilva di Taranto

Le intercettazioni dei giornalisti di Taranto al servizio dell'Ilva di Taranto

Quello che il buon servizio del Fatto Quotidiano Tv sui giornali al servizio dell’Ilva di Taranto non dice è che non erano solo i giornali locali ad esserlo. Anzi. I grandi giornali mandavano periodicamente i loro migliori inviati a Taranto. Andavano all’Ilva e chiedevano a Emilio Riva: “Scusi Riva, ma l’Ilva inquina?”. E quello: “Ma quando mai”. E vai col reportage assai sarcastico in doppia pagina a prendere per il culo quei piagnoni e scansafatiche dei soliti meridionali che per non lavorare si inventano i pretesti più assurdi.

Ma questo, diciamo così, piccolo incidente di percorso in cui sono incappati i media non smuoverà minimamente il giornalismo italiano. Non cambierà di una sola virgola lo stato attuale dell’informazione (o, a seconda dei punti di vista, disinformazione) nel nostro disgraziato Paese. Ormai la stampa italiana (che gli italiani odiano in maniera viscerale quanto qualunquistica, mettendo cioè sullo stesso piano giornalisti agli antipodi come Vespa e Travaglio) è talmente sputtanata che nessuno si stupisce più di niente.

Nessun direttore sarà licenziato, nessun giornalista sarà ritenuto responsabile di alcunché e non per questo i giornali rischieranno minimamente di essere considerati meno credibili e autorevoli di quanto non lo siano già. E il motivo è molto semplice: il giornalismo in Italia fa talmente ridere che è oggettivamente impossibile prenderlo sul serio.

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